Tarquinia – “Un’impronta imprenditoriale nella gestione del Comune”. Petro Mencarini, candidato di una parte del centrodestra, illustra il suo progetto per Tarquinia. Senza background politico e considerando il comune “la più grande azienda sul territorio” si mette a disposizione.
Chi è Pietro Mencarini?
“Prima che una candidato sindaco – dice Mencarini -, è un cittadino di Tarquinia che ha a cuore le sorti della sua città, un imprenditore che ha sempre investito per creare occupazione, una persona che proviene dalla società civile, che è sempre stato accanto alla gente e che ha deciso di candidarsi sulla spinta delle tante persone che hanno riposto la loro fiducia sulla sua persona per dare una svolta al modo di amministrare Tarquinia”.
Il suo programma in 5 punti.
“Innanzitutto non si tratta del mio programma ma del nostro, perché rappresento una coalizione fatta di persone che credono nello spirito di collaborazione e di cooperazione. Il documento programmatico che presenteremo abbraccia tutte le aree tematiche più importanti della pubblica amministrazione.
Partiamo dalla riqualificazione urbana, per migliorare le zone del centro storico e della periferia dimenticate ed anche le aree che negli ultimi anni sono state completamente abbandonate, come il Lido, dove il degrado e la fatiscenza delle strutture pubbliche stanno trasformando una zona che potrebbe e dovrebbe richiamare migliaia di turisti in una città fantasma, in estate come durante l’inverno.
Il commercio è al centro dell’azione amministrativa e dovranno essere compiuti atti volti alla salvaguardia delle attività commerciali esistenti sul territorio, che per contrastare la crescita dei complessi commerciali e dell’e-commerce avranno bisogno di azioni mirate atte a portare visitatori all’interno del centro storico e delle aree periferiche.
Per parlare di commercio non si può quindi prescindere dalla promozione turistica e da un rilancio programmato dell’artigianato locale, per creare una rete in grado di attirare turisti e clienti proponendo un’alternativa di qualità al commercio di massa.
Guarderemo inoltre ad un nuovo studio della viabilità cittadina mediante una rivisitazione delle aree pedonali per far si che siano di supporto e non d’intralcio alle attività commerciali ed all’incremento di eventi e manifestazioni per richiamare un interesse diffuso.
Un occhio di riguardo dovrà essere riservato alla tutela dell’ambiente. Ribadiremo a gran voce la nostra contrarietà alla realizzazione di una centrale a biomasse, o biogas, perché si tratta di un impianto anaerobico inquinante.
Vogliamo inoltre chiarezza sulla qualità dell’aria in base alla presenza di impianti inquinanti a noi vicini quali la centrale a carbone ed il porto di Civitavecchia. Riteniamo opportuna e fondamentale la presenza di un rappresentante di Tarquinia in seno all’Osservatorio Ambientale Regionale che riteniamo più idoneo dell’Osservatorio Ambientale presente a Tarquinia, gestito da un comprensorio di Comuni e finanziato dall’Enel.
Puntiamo fortemente sui fondi europei, unico veicolo oggi in grado di portare finanziamenti diretti a Tarquinia mediante la presentazione di progetti in accordo con altri comuni del comprensorio, con i quali sarà necessario creare una rete di collaborazione e cooperazione per bypassare la Regione ed avere un accesso più rapido alle risorse economiche.
Infine, anche se potrei parlare ancora a lungo di tanti altri punti, vogliamo creare uno sviluppo urbanistico che guardi alla tutela ambientale limitando al necessario ed all’essenziale la cementificazione.
Sarà fondamentale riappropriarsi della facoltà di gestione diretta del nostro territorio, priva di vincoli ed imposizioni calate dall’alto senza la conoscenza delle problematiche locali.
In tale logica dovremo assumere ogni tipo di iniziativa per la disapplicazione del Pai, per rilanciare una sviluppo edilizio e per poter iniziare a pensare ad un piano regolatore che è ancora fermo al 1975.
Tutto questo e molto altro prestando ascolto alla esigenze ed ai consigli dei cittadini e delle categorie che volgiamo riportare al centro dell’azione amministrativa del Comune”.
Pregi e difetti della precedente amministrazione.
“Se ritenessi che la precedente amministrazione avesse dei pregi non avrei deciso di candidarmi.
Ritengo invece che di difetti ci sia un lungo elenco da redigere: innanzitutto un’amministrazione non può essere accentratrice del potere senza ascoltare i cittadini e le categorie.
Per troppo tempo è mancato il dialogo e non sono stati mai aperti dei tavoli di concertazione per affrontare i provvedimenti più importanti. Nessuno è stato consultato per la realizzazione dell’autostrada, nessuno è stato ascoltato per la chiusura della viabilità di una parte del centro storico che ha portato alla chiusura di gran parte delle attività commerciali.
L’amministrazione uscente ha commesso l’errore di ascoltare più le esigenze del Partito democratico che non quelle del tessuto sociale di Tarquinia, e questo è inaccettabile.
Infine, voglio prendere in esame le promesse fatte nella scorsa campagna elettorale e mai mantenute.
Ricordo un trionfalistico proclama che prevedeva la creazione di 5mila posti di lavoro che a tutt’oggi mancano sul nostro territorio, e ritengo che promettere lavoro in tempi di crisi per ottenere consensi senza poi occuparsi realmente del problema sia la più grave presa per i fondelli che un politico possa fare ai cittadini”.
Che impronta vuole dare alla sua attività amministrativa?
La mia candidatura nasce come strumento a disposizione dei cittadini, pertanto l’impronta che voglio dare è quella dell’ascolto e della partecipazione, innanzitutto riportando i consigli comunali a orari che permettano una grande partecipazione di pubblico.
Ritengo che il Comune sia la più grande “azienda” presente sul territorio, quindi sarà importante dare anche un’impronta imprenditoriale nella gestione della pubblica amministrazione, importando al suo interno le mie competenze, per permettere di aumentare la capacità economica al fine di concretizzare i progetti che presenteremo, progetti funzionali al territorio e soprattutto realizzabili, senza promettere quelle opere faraoniche che qualcuno sta ipotizzando e che non troverebbero mai possibilità di realizzazione se non svendendo a qualche speculatore privato le nostre risorse”.
In cosa la sua figura è riuscita a ricompattare il centrodestra tarquiniese?
“Non credo che il centrodestra fosse da ricompattare, dato che le liste che mi sostengono avevano già dato un segnale di unione alle ultime elezioni dell’Università agraria, svolgendo un ottimo lavoro e conseguendo un risultato importante.
Credo piuttosto che il centrodestra andasse preservato dagli attacchi di quelli che per anni sono stati alleati del centrosinistra oppure lontani dai problemi di Tarquinia e che oggi, sulla scia di quel risultato, avrebbero voluto portare al loro mulino quei consensi, prima dando la disponibilità a una coalizione più ampia dove io sarei stato il collante, tirandosi poi indietro al fine di non perdere le proprie posizioni personali.
Oggi sono molto soddisfatto di avere al mio fianco un centrodestra che richiama a quei valori lontani dai giochi di potere e dai compromessi a tutti i costi per ottenere poltrone, un centrodestra che non ha paraocchi e che può guardare oltre i propri confini aprendo le braccia a tutte quelle persone che, hanno il coraggio e la voglia di partecipare per cambiare davvero Tarquinia”.
Ha ricevuto l’appoggio di importanti esponenti del centrodestra (tra cui Tajani e Gasparri) questo la carica di responsabilità?
“Il sostegno di figure importanti come quella del presidente del parlamento Europeo, Antonio Tajani, o del senatore Gasparri fa indubbiamente piacere, soprattutto perché la collaborazione tra le istituzioni è la base per la possibilità di concretizzare i progetti che vorranno essere messi in atto.
Anche altre realtà politiche del territorio provinciale hanno manifestato la loro soddisfazione per la mia candidatura e lo hanno fatto non sulla base di appartenenze partitiche, che non ho, ma sulla stima e la fiducia che nutrono per la mia persona e per chi mi sostiene.
Questo più che caricarmi di responsabilità, che comunque mi sono assunto nel momento in cui ho deciso di candidarmi, mi riempie certamente di orgoglio”.
Perché dovrebbero votarla?
“La chiave di queste elezioni amministrative passa attraverso il cambiamento, è quindi necessario che chi andrà ad amministrare il comune di Tarquinia porti una ventata di novità all’interno del palazzo comunale e questa, per quanto riguarda la mia persona e le liste che mi sostengono, fatto salvo per alcune eccezioni che comunque in passato hanno dato prova di trasparenza e serietà, è la caratteristica principale della nostra coalizione.
Chi ha già ricoperto ruoli pubblici per tanti anni senza ottenere risultati importanti, come assessore, come vicesindaco o come sindaco di un’altra città dalla quale non è stato riconfermato, non può fregiarsi di questo aspetto fondamentale per restituire nuova linfa a Tarquinia e alle meravigliose risorse che meritano una gestione migliore”.
