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La Sacra Pietra, l’infiorata e la processione…

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Bolsena - processione del Corpus Domini

Bolsena – processione del Corpus Domini

Bolsena - il cardinale Salvatore De Giorgi

Bolsena – il cardinale Salvatore De Giorgi

Il vescovo di Orvieto Benedetto Tuzia

Il vescovo di Orvieto Benedetto Tuzia

Bolsena - processione del Corpus Domini

Bolsena – processione del Corpus Domini

Bolsena - processione del Corpus Domini

Bolsena – processione del Corpus Domini

Bolsena - processione del Corpus Domini

Bolsena – processione del Corpus Domini

Bolsena - gli sbandieratori

Bolsena – gli sbandieratori

Bolsena - processione del Corpus Domini

Bolsena – processione del Corpus Domini

Bolsena - processione del Corpus Domini

Bolsena – processione del Corpus Domini

Bolsena - processione del Corpus Domini

Bolsena – processione del Corpus Domini

Bolsena - processione del Corpus Domini

Bolsena – processione del Corpus Domini

Bolsena – Notte dei fiori, infiorata e processione. Bolsena festeggia il Corpus Domini e apre l’estate. Ieri l’ultimo giorno, con la processione della Sacra Pietra lungo un percorso interamente coperto da fiori. Per celebrare uno degli episodi più importanti della storia della cristianità.

Fotogallery: Bolsena – L’infiorata del Corpus Dominislide

Nell’estate del 1263, Pietro di Praga, sacerdote boemo a Bolsena, dubitò della presenza reale di Cristo nell’eucarestia. Chiese aiuto a santa Cristina martire e patrona del lago che 900 anni prima aveva preferito farsi ammazzare piuttosto che rinunciare alla fede cristiana durante le persecuzioni avvenute sotto l’imperatore Diocleziano, agli inizi del IV secolo. Dopo aver venerato la tomba della santa, Pietro celebrò l’eucarestia senza che i suoi dubbi fossero scomparsi. Al momento della consacrazione, il miracolo. L’ostia si riempì di sangue e tutti i dubbi passarono in cavalleria. Tant’è che il prete andò dal Papa, Urbano IV, che nel frattempo si trovava a Orvieto e che a sua volta spedì Giacomo, il vescovo della città, a verificare quanto accaduto. Accompagnato, pare, da Tommaso d’Aquino e Bonaventura da Bagnoregio. Infine, il vescovo Giacomo se ne ritornò in Umbria con le reliquie, mentre del prete che aveva dubitato non se ne seppe più nulla.

La pietra portata in processione è invece una delle cinque pietre su cui cadde il sangue. Tre sono conservate nella chiesa barocca accanto alla basilica di santa Cristina. L’ultima delle cinque si trova a San Donato del Monte in Umbria cui venne donata dalla comunità di Bolsena nel 1574.

Cinque giorni di festeggiamenti, dal 15 al 18 giugno. Sabato scorso, la Notte dei fiori con l’allestimento dell’infiorata per le vie del centro di Bolsena. Dal castello Monaldeschi alla basilica di santa Cristina. Una notte dedicata a musica, fiori e colori con un concerto jazz del 9cento Saxophone Quartet e balli della tradizione catalana del gruppo spagnolo Lloret de Mar.

Ieri, la processione del Corpus Domini e della Sacra Pietra e l’infiorata. Tema dell’infiorata, Profeti e Sibille con i fiori raccolti nelle campagne attorno al lago e i bordi che delimitavano i disegni fatti con fango e fondi di caffè.

Prima della processione, la messa con la basilica piena di gente e autorità. Dai sindaci dei comuni attorno al lago di Bolsena al consigliere regionale Daniele Sabatini fino ai rappresentanti del comune tedesco di Volkertshausen gemellato con Bolsena, alle confraternite e ai gruppi che hanno preso parte alla processione. Gli sbandieratori, che si sono prima esibiti in piazza Matteotti, la Croce Rossa, l’Azione Cattolica, l’Avis, l’Aido, carabinieri e avieri in congedo, l’ordine costantiniano, i seminaristi, il clero e i ragazzi delle scuole con le bandiere dei paesi dell’Unione europea e degli stati che si affacciano sul mediterraneo. A chiudere la processione che subito dopo le 18 ha attraversato la parte esterna della città per arrivare poi in piazza Matteotti, la Sacra Pietra. In chiesa anche il coro polifonico di santa Cristina e la corale polifonica della chiesa di san Lorenzo di Acquapendente.

Ad officiare la messa, assieme al vescovo di Orvieto Benedetto Tuzia, anche l’ex vescovo di Palermo, cardinale Salvatore De Giorgi.

Una città in festa che ogni anno sceglie i fiori per celebrare l’inizio dell’estate e il miracolo eucaristico. Sullo sfondo, il lago e Cristina, la santa martire che lo protegge.

Daniele Camilli


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