Viterbo – A Caffeina Chiara Francini… una sex bomb inarrestabile! Un pizzico di vivacità e colore a Caffeina ieri sera, 29 giugno. Il pubblico impazzito. Tra uomini e donne, giovani e meno giovani, lunghe code per un selfie con lei. Disponibilissima e sorridente. Con l’espressione da “birichina” che la contraddistingue.
Tra tante sfumature letterarie anche il tocco divertito e vispo di una Chiara Francini poliedrica. L’attrice ieri è stata a Viterbo in veste di scrittrice. Come autrice del suo libro “Non parlare a bocca piena”, pubblicato lo scorso 27 aprile e presentato per l’occasione a Caffeina.
Fotocronaca: Chiara Francini a Caffeina
Chiara Francini presenta il suo libro, raccontando come quello dei genitori possa rappresentare un porto sicuro per la vita.
Dove poter tornare dopo una storia sentimentale naufragata. Al termine di una convivenza finita male. Un punto di arrivo dopo “false partenze”. Un luogo dove ritrovarsi e ritrovare un’accoglienza certa e una cameretta rosa intatta. Dove il tempo sembra essersi fermato. Come anni prima.
Un posto dove sentirsi al sicuro. La cura per le ferite raccolte a spasso per il mondo. L’amore con la A maiuscola. Quello che ti accoglie sempre e oltre tutto. Quello da cui imparare e dove potersi rifugiare anche dopo i “tempi supplementari” della giovinezza, della maturità di una donna.
Chiara Francini più tardi si è ripresentata al pubblico, alle 22 anche in veste di testimone e lettrice in un intelligente e brillante dibattito sul ruolo e la forza della donna nel mondo, nel tempo e tra gli uomini.
Chiara Francini salta di nuovo in piazza del Plebiscito. Nel salotto culturale del giornalista e scrittore Aldo Cazzullo.
Ad introdurre “il duetto”, il giornalista televisivo Gianni Scipione Rossi, recitando come incipit il titolo del libro di Cazzullo: “Le donne erediteranno la terra?”.
Cazzullo, partendo da alcune righe del suo testo, parla al pubblico e invita Chiara a discutere di “giochi di ruolo” tra uomini e donne. Lei legge recitando. Lui approfondisce i significati. Si discute di eterne dinamiche tra sessi opposti. Dove Cazzullo ammette e sottolinea la forza ineguagliabile del genere femminile. Senza invidia o sfida. Ma con placida consapevolezza.
Un parallelismo continuo che, a spasso nel tempo, anche nei classici della letteratura, da Omero a Dostoevskij, dimostra che è una legge universale quella che mette a confronto la donna e l’uomo come unità di misura l’una dell’altro. Per capire. Per capirsi.
Valeria Conticiani





