Messina – Condannati due pm, non fermarono in tempo l’uomo che uccise la moglie. La donna aveva denunciato il marito 12 volte in sei mesi.
La procura di Caltagirone è stata condannata da tre giudici, due donne e un uomo, della corte d’appello di Messina, che hanno riconosciuto il danno patrimoniale condannando la presidenza del consiglio dei ministri al risarcimento di 250mila euro, e riconoscendo l’inerzia dei magistrati dopo una lunga trafila giudiziaria.
L’azione legale di Carmelo Calì, lontano cugino della donna uccisa che ha oggi adottato i tre figli maschi (15, 13 e 12 anni) è iniziata 5 anni fa. La donna aveva 35 anni quando fu uccisa da sei coltellate al petto e al torace sferrate dal marito Saverio Nolfo, all’epoca 37enne, adesso in carcere, condannato a vent’anni per l’omicidio.
Era il 4 ottobre del 2007 a Palagonia. Dodici le denunce cadute nel vuoto fattesi particolarmente allarmanti negli ultimi sei mesi di vita. Quei sei mesi in cui i pm la ignorarono.
Lei era geometra e lavorava presso uno studio privato mentre lui era disoccupato e tossicodipendente.
I giudici di Messina hanno riconosciuto il danno patrimoniale derivato dal fatto che i tre figli non hanno più goduto dello stipendio della madre.
