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Danni da mutamenti climatici, Viterbo tra i comuni colpiti

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Cambiamenti climatici

Cambiamenti climatici

Il maltempo nella Tuscia

Il maltempo nella Tuscia

Temporale

Temporale sul mare

Viterbo – Mutamenti climatici e danni al territorio. Dal 2010 a oggi, alluvioni, nevicate, siccità e calore hanno avuto impatti rilevanti su 126 comuni italiani e sulla salute dei cittadini con 242 fenomeni meterologici. Anche a Viterbo o lungo la tratta ferroviaria Roma Ostiense-Porta Romana.

I dati emergono dal dossier ”Le città alla sfida del clima”, realizzato da Legambiente in collaborazione con Unipol Gruppo, e dalla mappa del rischio climatico pubblicata sull’osservatorio online cittaclima.it che ha come obiettivo quello di raccogliere e mappare le informazioni sui danni provocati in Italia dai fenomeni climatici.

“Il 31 gennaio 2012 – si legge nel rapporto di Legambiente – un violento nubifragio ha costretto a fermare la metro A e B, mentre si sono registrati blocchi e poi rallentamenti sulle ferrovie Roma Ostia e Roma Viterbo”.

“Il 4 marzo 2015 è stata bloccata la circolazione ferroviaria sulla linea FL3 (Roma Ostiense-Viterbo) per la caduta di alberi e rami sui binari dovute al maltempo”.

Tra il 14 e il 16 Luglio (del 2015) 23 sono state le città a rischio di livello 2 e 3 (Bolzano, Torino, Brescia, Genova, Bologna, Firenze, Perugia, Viterbo, Roma, Frosinone, Latina, Campobasso, Bari e Palermo) ed oltre 1300 i cittadini si sono rivolti al numero messo a disposizione dal Ministero della salute per fronteggiare l’emergenza caldo con la campagna ‘Estate sicura, come vincere il caldo’”.

Due e tre sono i più alti “rischi di livello”. A livello 2 si registrano “temperature elevate e condizioni metereologiche che possono avere effetti sulla salute della popolazione”. Al terzo livello si arriva invece all’ondata di calore con “condizioni ad elevato rischio che persistono per 3 o più giorni consecutivi”.

“Il mondo è ormai a un punto di svolta – ha detto il premio Nobel Riccardo Valentini – e i dati pubblicati da Legambiente sono un’ulteriore conferma. Non solo, ma gli impatti su territorio e salute delle persone sono ormai sotto gli occhi di tutti”.

Negli ultimi 7 anni, in Italia ci sono stati 52 casi di allagamenti da piogge intense, 98 casi di danni alle infrastrutture con 56 giorni di stop a metropolitane e treni urbani nelle principali città italiane: 19 giorni a Roma, 15 a Milano, 10 a Genova, 7 a Napoli e 5 a Torino. Si sono inoltre registrati 8 casi di danni al patrimonio storico, 44 casi di eventi tra frane dovute a piogge intense e trombe d’aria e 40 eventi provocati da esondazioni fluviali. Tra il 2010 e gli inizi del 2017, ci sono stati anche 55 giorni di blackout elettrici dovuti al maltempo. Il più lungo black out si è verificato nel gennaio di quest’anno. Oltre una settimana.

Ancora più rilevante il tributo in vite umane e di feriti. 145 persone morte tra il 2010 e il 2016 a causa di inondazioni e oltre 40mila quelle evacuate. Sottovalutate le onde di calore che possono avere effetti nocivi per la salute, soprattutto per gli anziani e gli ammalati. In Italia, l’ondata di calore del 2015 ha causato, tra gli over 65, 2754 morti in 21 città italiane e provocato danni gravi alla produzione agricola e ittica dovuti al surriscaldamento.

“Abbiamo superato molti limiti che non dovevamo oltrepassare – commenta Valentini – Limiti sul cambiamento climatico legato alle emissioni di CO2, limiti sulla deforestazione tropicale, limiti legati all’agricoltura, all’alimentazione e agli stili di vita. L’uso eccessivo delle risorse degli ultimi decenni ha poi accelerato le pressioni sul pianeta, aprendo scenari per il futuro su cui è fondamentale riflettere”.

“L’adattamento al clima- dichiara il vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini – è la vera grande sfida del tempo in cui viviamo. Per vincerla, dobbiamo rendere le nostre città più resilienti e sicure, cogliendo l’opportunità di farle diventare anche più vivibili e belle. L’esatta conoscenza delle zone urbane a maggior rischio sia rispetto alle piogge che alle ondate di calore è fondamentale per salvare vite umane e limitare i danni.

In questi anni – aggiunge – sono cresciuti gli impatti e i morti dovuti a alluvioni e ondate di calore, ed è sempre più evidente che le città non possono essere lasciate da sole a fronteggiare impatti di questa dimensione. Non è più rinviabile l’approvazione del Piano nazionale di adattamento al clima, che deve diventare il riferimento per gli interventi di messa in sicurezza del territorio e dei finanziamenti nei prossimi anni, in modo da riuscire in ogni città a intensificare le attività di prevenzione, individuando le zone a maggior rischio, e a realizzare gli interventi di adattamento al clima e di protezione civile”.


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