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Evasione fiscale milionaria e internazionale, sequestri anche a Viterbo

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Guardia di finanza

Guardia di finanza

Viterbo – Avevano messo in piedi un’associazione per delinquere finalizzata all’evasione fiscale, milionaria e internazionale, nel settore del commercio online di prodotti elettronici. In sedici sono stati denunciati dalla Guardia di finanza, al termine dell’operazione Mercurio Web. Un’indagine economico-finanziaria che ha permesso alle fiamme gialle di scoprire un’evasione fiscale di 33 milioni di euro e un occultamento di 80 milioni di ricavi.

L’operazione è stata coordinata dal pm Paolo Gengarelli della procura di Rimini, che ha chiesto e ottenuto dal gip un sequestro preventivo di 33 milioni di euro di beni (pari alle imposte evase) in cinque province italiane, tra cui Viterbo.

I finanzieri, al termine delle indagini, hanno scoperto l’esistenza di due società estero-vestite. Ovvero, due società che avrebbero avuto sede formale nella Repubblica di san Marino ma avrebbero svolto l’attività di commercio online di prodotti elettronici prevalentemente in Italia, con un server situato in Italia e attraverso un sito internet di dominio italiano. L’amministratore di fatto delle due società sarebbe – stando a una nota della Guardia di finanza di Rimini – A.F., un 42enne residente a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. E’ stato denunciato insieme ad altre due persone: P.M., di 63 anni e residente a Città di Castello (Perugia), e F.I., di 44 anni e residente a Santarcangelo di Romagna (Rimini). E’ scritto sempre nella nota delle fiamme gialle.

Tredici invece le imprese che, secondo l’accusa, pur avendo fornito alle due società estero-vestite circa dieci milioni di euro di prodotti elettronici, non avrebbero presentato le dichiarazioni dei redditi. Per questo i finanziari hanno denunciato anche i rispettivi rappresentati legali.

Il magazzino nel quale veniva stoccata la merce da vendere online sarebbe stato a Rimini, come individuato dalle fiamme gialle che hanno scoperto anche l’occultamento di circa 70 milioni di euro di ricavi. 33 milioni di euro, invece, il totale delle imposte che sarebbe stato evaso. Una cifra che corrisponde a quella dei beni sequestrati preventivamente in cinque province italiane: Viterbo, Caserta, Forlì Cesena, Perugia e Rimini, oltre che nella Repubblica di san Marino.

L’amministratore delle due società estero-vestite è stato denunciato anche per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. I finanzieri ipotizzano che A.F., dopo la notifica dei verbali, per sottrarsi al pagamento delle imposte ovvero di interessi o sanzioni amministrative relative alle imposte, abbia alienato al padre parte dei propri beni. Perché? Per rendere, secondo l’accusa, in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva. Ma neppure quest’operazione è sfuggita alle fiamme gialle, che hanno così cautelato anche la fonte di reddito oggetto della presunta vendita simulata.


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