- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Fatture false per oltre 400mila euro, nei guai una pensionata

Condividi la notizia:

Viterbo - La procura

Viterbo – Il palazzo di giustizia

Viterbo – Un tesoro di fatture false intestate a una ditta di trasporti con sede operativa a Viterbo. Nei guai è finita l’amministratrice, in realtà una pensionata. Incastrata da un cd rom sequestrato dalla guardia di finanza di Camerino nell’ambito di un’inchiesta su un imprenditore marchigiano.

All’interno le prove di false fatturazione da parte di una ditta di trasporti con sede operativa a Viterbo, per un importo complessivo di oltre 400mila euro.

Per questo è finita sotto processo la legale rappresentante dell’azienda. Un’azienda dalla storia travagliata, comprata, in uno dei vari passaggi, anche da una ditta romena e poi finita non si sa come a Viterbo. L’imputata, pur risultando l’amministratrice, sarebbe per l’appunto soltanto una pensionata.

Numeri pesanti quelli snocciolati da un finanziere del comando di Camerino sentito come testimone: “Abbiamo trovato una lunghissima serie di fatture false, datate tra il 2010 e il 2011, con importi decisamente rilevanti, fino a 67mila euro più 14mila euro di Iva, per un totale di oltre 400mila euro”. Scoperto che la ditta aveva sede operativa a Viterbo è partita la segnalazione e nei guai è finita la legale rappresentante. 

Tutto è cominciato da un’indagine delle fiamme gialle su un’azienda di segnaletica stradale di un imprenditore marchigiano.

I finanzieri, nel 2014, hanno scoperto che in realtà si trattava di una “ditta fantasma”, come l’ha definita il testimone. Una ditta che si occupava delle lavorazioni per la segnaletica stradale senza avere le autorizzazioni per l’utilizzo dei solventi, sostanze chimiche e colle che quotidianamente venivano utilizzati nella ditta per la preparazione di coni stradali (provenienti dalla Cina), di delineatori di plastica, sempre cinesi, e poi adesivi e collanti per regolare il traffico. 

Inoltre nell’azienda, sorta su un’area di 3mila metri quadri, tutti i lavoratori erano al nero. Con l’occasione furono sequestrati anche i computer e altri supporti informatici della ditta, tra i quali il cd rom col suo “tesoro” di fatture fittizie intestate alla ditta con sede operativa a Viterbo. 


Condividi la notizia: