Viterbo – Padre di un bimbo trapiantato finisce sotto processo per indebita percezione di erogazioni a danno dello stato.
Il gup Savina Poli ha rinviato a giudizio un genitore viterbese inizialmente indagato per truffa allo Stato, in quanto avrebbe continuato a percepire indebitamente, per un anno più del dovuto, i rimborsi concessi dalla Asl di Viterbo a lui e alla moglie per le spese sostenute durante il ricovero del figlioletto al Bambin Gesù di Roma per un trapianto.
Il bambino è rimasto ricoverato nell’ospedale capitolino per tre mesi, ma la coppia avrebbe continuato a percepire indebitamente i rimborsi anche successivamente, per altri dodici mesi dopo la fine dell’emergenza per cui erano stati concessi.
Per questo l’uomo è finito sotto inchiesta per truffa allo Stato, reato riqualificato durante l’udienza preliminare nella più grave “indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato”, per cui sarà processato davanti al collegio il prossimo 3 ottobre.
E non finisce qui. La difesa dell’imputato, attualmente detenuto per altra causa, ha infatti sottolineato come le fatture false presentate alla Asl di Viterbo per l’ottenimento dei rimborsi siano state firmate dalla madre del bambino. Motivo per cui il giudice Savina Poli ha rinviato al pm gli atti relativi alla posizione della donna, che adesso rischia a sua volta di finire sotto processo in concorso col marito.
Unica nota positiva, il piccolo ha superato il trapianto e godrebbe di buona salute.
