Viterbo – “Paolo Gianlorenzo ha molestato Ugo Gigli. Ha invaso, al di là del diritto di cronaca e al di fuori dei fatti di cronaca, la sua vita privata con un’interminabile serie di articoli. Con pedinamenti e intromissioni nella sua vita privata, gli ha provocato un grave stato di ansia e di paura. Ne ha offeso la reputazione”. Lo scrive il pubblico ministero Franco Pacifici nella richiesta di rinvio a giudizio per Paolo Gianlorenzo.
Il giornalista, 51 anni, è accusato di stalking e diffamazione ai danni dell’ex direttore dell’Ater Ugo Gigli.
A Gianlorenzo la procura contesta il reato di stalking “per aver, con condotte reiterate, molestato Ugo Gigli, cagionandogli un perdurante e grave stato d’ansia nonché ingenerandogli fondato timore per la propria incolumità, costringendolo ad alterare o comunque condizionare le proprie abitudini di vita.
In particolare Gianlorenzo – continua la procura -, nella qualità di giornalista di una testata online, invadeva in maniera reiterata, al di là del diritto di cronaca e al di fuori dei fatti di cronaca, la vita privata della parte offesa (Gigli, ndr) con un’interminabile serie di articoli di stampa in cui, attraverso valutazioni e commenti, gli provocava un grave stato di ansia”.
Gianlorenzo inoltre, sempre per il pm Pacifici, “attraverso pedinamenti e intromissioni nella vita privata e professionale della parte offesa, gli ingenerava grave stato di paura, tanto da indurla a modificare i propri orari e i percorsi normalmente seguiti per i quotidiani e normali impegni di vita”.
Il giornalista è accusato anche di diffamazione, perché “attraverso la pubblicazione di articoli di stampa offendeva la reputazione di Gigli”.
Ventitré gli articoli contenuti nelle venti pagine di richiesta di rinvio a giudizio. Vanno dal 30 giugno 2014 al 18 settembre 2015, e riguardano la cosiddetta vicenda Ater. Tutto è partito da due querele, datate 2 e 3 luglio 2014, sporte da Gigli – assistito dall’avvocato Enrico Valentini – contro Gianlorenzo. Poi, dal primo giugno al 21 settembre 2015, se ne sono aggiunte altre tre.
L’udienza preliminare è stata fissata dal gup del tribunale di Viterbo a novembre.

