Viterbo – La presidente del tribunale di Viterbo Maria Rosaria Covelli al convegno ‘I giovani e la salute sul web’, organizzato dalla Camera dei deputati. Alla presentazione dei risultati della ricerca Diagno-click di Family smile, anche la ministra dell’istruzione Valeria Fedeli.
Dalla ricerca è emerso, tra le tante cose, che gli adolescenti hanno un concetto di salute molto più ampio rispetto a quello degli adulti. Per loro, non è solo assenza di malattia ma benessere pieno. “La ricerca – esordisce Covelli – è seria e attendibile. Un punto di partenza per una riflessione sempre più ampia del ruolo del web nella costruzione dell’identità dell’adolescente”.
Argomento del convegno: i giovani e il web. “Internet – dice la presidente del tribunale di Viterbo – ha stravolto la vita di tutti, di giovani e adulti, per la sua velocità, accessibilità e fruibilità. E in questa sua potenzialità diffusiva, pervasiva, invasiva ha anche ampliato la gamma degli illeciti, sia civili che penali. Per la sua continua mutevolezza è molto difficile una sua limitazione, ma il web non può essere una zona franca e numerosi sono gli interventi giurisprudenziali e normativi sia a livello nazionale che europeo.
Accessibilità, fruibilità e velocità – sottolinea Covelli – sono certamente un beneficio, ma possono essere anche un pregiudizio. Si pensi, ad esempio, alla ricerca di soluzioni e ricette miracolose per la risoluzione di problemi fisici, attraverso form, social network, blog e siti”.
I problemi del web e le sue soluzioni. La presidente del tribunale di Viterbo si sofferma sui primi, per poi snocciolare le seconde. “Il primo problema del web è l’attendibilità, la sicurezza e la veridicità dei dati – spiega Covelli – . Fondamentali sono i controlli preventivi. L’intervento giudiziario è infatti successivo, finalizzato ai risarcimenti nel civile e alle sansioni nel penale.
I controlli preventivi – dice Covelli – si attuano sulla formazione data da scuola, famiglia e università. Tre pilastri, fondamentali, che possono dare ai ragazzi gli strumenti culturali per la selezione, la scelta e per valutare l’attendibilità del materiale che acquisiscono attraverso internet”.
Ma quali sono le vie per intervenire in questi campi. “La costituzione di siti istituzionali – sottolinea Covelli -. Il raggiungimento di accordi con i grandi gestori del web, che si devono assumere la responsabilità dei contenuti pubblicati, che devono intervenire in tutto ciò che è dannoso per la salute, l’educazione e la cultura dei ragazzi. Accordi, insomma, che responsabilizzino i grandi gestori, che possono influire sulla buona informazione.
Il controllo preventivo è ottimale solo rafforzando i poteri ispettivi dei garanti, istituendo gruppi di lavori che coinvolgano giuristi e magistrati, stipando convenzioni tra scuole e università – dice in conclusione Covelli -. Si potrebbero mandare i tirocinanti nelle scuole, perché hanno un linguaggio semplice, inuitivo e diretto e perché i ragazzi accettano volentieri le parole , i consigli, i suggerimenti dei loro coetanei. Tutto questo affinché i giovani possano raggiungere la loro piena autonomia e indipendenza”.
Al convegno sono intervenuti, tra gli altri, Andrea Catizone e Giada Briziarelli (fondatrici di Family Smile), Vanna Iori (deputata del Partito democratico), Filomena Albano (presidente dell’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza), Daniela Sbrollini (deputata del Partito democratico), Valentina Vezzali (deputata di Scelta civica-Ala per la costituente libera e popolare-Maie), Roseline Ricco (ideatrice di Diagno-click), Jacopo Marzetti (garante dell’infanzia e dell’adolescenza della regione Lazio).

