Viterbo – Pena pesante nonostante lo sconto di un terzo del rito. Processati per direttissima, hanno patteggiato un anno e quattro mesi e 4mila euro di multa per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio la “tartaruga Ninja” e la madre.
Il 17 marzo dell’anno scorso il giovane aveva già patteggiato 8 mesi dopo essere stato beccato durante un raid ladresco nelle ville di Pian di Tortora, sulla Cassia Sud, mentre con il complice pensava di passare inosservato travisando il volto con delle maschere da tartarughe Ninja. All’epoca furono denunciati a piede libero i genitori.
La donna, una viterbese di 51 anni, e il figlio 27enne sono stati arrestati il 15 maggio dai carabinieri mentre tornavano da Roma in taxi con tre etti di hashish, suddiviso in tre panetti da un etto l’uno, che la madre credeva di avere abilmente nascosto nel risvolto dei pantaloni.
Troppo forte l’odore, i carabinieri in men che non si dica hanno individuato il carico di droga, arrestando la coppia e un amico 21enne che era con loro. Quest’ultimo, difeso da Franco Fiorani, sarà processato a settembre dal giudice Giacomo Autizi.
Madre e figlio, invece, hanno patteggiato ieri davanti al giudice Silvia Mattei, pm Fabrizio Tucci, assistiti da Domenico Gorziglia e Samuele De Santis. I due, in sede di convalida, avevano ammesso di avere fatto due-tre volte la spola con Roma per portare l’hashish comprato nella capitale a Viterbo per lo spaccio.
Il giudice ha rimesso in libertà la 51enne con la condizionale e concesso i permessi lavorativi al giovane, che dovrà invece scontare la pena ai domiciliari, eccetto tra le 8 e le 13,30, dal lunedì al venerdì, “per il sostentamento”.
