Viterbo – “Ignazio Buttitta (1899-1997). Il poeta dei cantastorie di Sicilia”, tutto pronto per il recital poetico-musicale del cantastorie siciliano Mauro Geraci e della sua chitarra, con Stefano Pogelli al mandolino, mandola, flauti e concertina.
E’ in programma sabato 24 giugno alle 17 al Museo della città e del territorio di Vetralla, in via di Porta Marchetta, 2.
Ignazio Buttitta è annoverato tra i massimi poeti dialettali italiani. Nato a Bagheria (Palermo) nel 1899, nel ’22 è tra i fondatori del circolo Filippo Turati e del settimanale “La povera gente”.
Arrestato dai fascisti per l’intensa partecipazione al movimento partigiano di liberazione, in Lombardia frequenta assiduamente Elio Vittorini e Salvatore Quasimodo che, coi disegni di Renato Guttuso, tradurrà nel ’54 Lu pani si chiama pani, una delle sue prime sillogi.
Tradotto in tutte le lingue, con note di Sciascia, Levi, Pasolini, Leydi, Zavattini, Buttitta denuncia la miseria delle masse popolari, degli emigranti, l’oppressione latifondista, la mafia, secondo una concezione realista, sociale, rivoluzionaria della poesia che s’accosta ai modelli sperimentati da Majakovskij, Eluard e Neruda.
Il recital di Mauro Geraci e Stefano Pogelli propone un breve viaggio tra pagine altissime di poesia popolare quali il Lamentu pi la morti di Turiddu Carnivali, Lu trenu di lu Suli, Che cos’è la mafia?, Portella della Ginestra che Buttitta volle espressamente destinare alla viva voce di famosi poeti-cantastorie siciliani da Ciccio Busacca a Rosa Balistreri, da Vito Santangelo a Nonò Salamone e Fortunato Sindoni.
