- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“In Italia vanno avanti solo i peggiori…”

Condividi la notizia:

Caffeina - Roberto Saviano

Caffeina – Roberto Saviano

Caffeina - Roberto Saviano

Caffeina – Roberto Saviano

Caffeina - Roberto Saviano

Caffeina – Roberto Saviano

Caffeina - Roberto Saviano

Caffeina – Roberto Saviano

Caffeina - Roberto Saviano

Caffeina – Roberto Saviano

Viterbo – “Male non fare, paura non avere. In Italia non vale. Nel nostro paese, vale invece il detto ‘male fare, paura non avere’. Perché tanto, in Italia, per i peggiori c’è sempre una via d’uscita”. Parola di Roberto Saviano che torna a Viterbo dopo 7 anni. Per l’undicesima edizione del festival Caffeina.


Multimedia: video – Roberto Saviano apre Caffeina 2017 – Saviano e ancora Saviano


Saviano inizia puntuale, alle 9 e mezza. Piazza San Lorenzo è piena di gente. Come piazza del Comune nel 2010. Sempre, anche in quell’occasione, per un’altra Caffeina. Quella del boom e del festival che da allora è diventato a tutta forza nazionale.

Saviano a Viterbo per raccontare “La paranza dei bambini”, ragazzi che imparano a sparare e scendono in piazza per il controllo dei quartieri. Pistole, gruppo di fuoco, morte. Storie di ragazzi di camorra poco più che bambini che ammazzano anche per niente e simpatizzano per l’Isis “perché è gente che spara in faccia”.

Saviano mostra dei video, racconta le loro storie, la fine tragica che hanno fatto.
“Speranza – disse Saviano una volta durante un’intervista – è riuscire a raccontare le ferite, a tematizzare quello che sta succedendo. Speranza è anche dare al lettore la possibilità di sentirsi in grado di entrare in storie che, altrimenti, vedrebbe da lontano, sentirebbe alla periferie di se stesso, e che invece sono al centro della propria esistenza”.
Saviano è sotto scorta dal 2006. La camorra, e in particolar modo i Casalesi, gli avrebbero fatto volentieri la pelle.

Nel 2008 lasciò anche l’Italia. “Penso di aver diritto a una pausa”, dichiarò allora.
Oggi di quella scorta è stanco. Ne farebbe addirittura a meno. “Fanculo il successo – aggiunse, sempre nel 2008 – voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina… Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale… Cazzo, ho soltanto 28 anni”. Ora ne ha 37, ed è sempre sotto scorta e in cima a un palco. Presenta un altro libro. Gli altri pagano il biglietto, lo guardano e applaudono.

“Forse non sono riuscito a reggere fino in fondo la vita che sto facendo – ha detto Saviano ieri sera a piazza San Lorenzo – Nei momenti di difficoltà penso però ai grandi scrittori che hanno pagato con la vita per il fatto stesso di aver scritto un libro. Hanno pagato loro e le loro famiglie. E mi domando. Io, di fronte a loro, chi sono per lamentarmi?”.


Il video di Roberto Saviano a Caffeina



Il libro presentato al festival racconta l’ascesa di un gruppo di fuoco legato alla camorra e del suo capo, il giovane Nicolas. I ragazzi imparano a sparare e presto scendono in strada per ottenere il controllo dei quartieri sottraendosi alle paranze avversarie. Paranza è nome di mare e di barche che vanno a caccia di pesci da ingannare con la luce: così questa è la storia di ragazzini e di vite “ingannate dalla luce, di morti che chiamano morti”. Paranza sono squadre della morte che vanno a prelevare persone che poi vengono uccise. Il libro di Saviano parla di una di queste. Storia per storia, volto dopo volto.

Sul palco di Caffeina, Roberto Saviano è solo, dietro una scrivania. Tra il pubblico politici, assessori, ex assessori e uomini delle autorità e delle istituzioni. Alle loro spalle la gente comune. Alle transenne, accanto al palco, la mobile e la digos. Alla fine, il firma copie. Dietro la scrivania che lo ha accompagnato per tutto lo spettacolo. C’è anche la possibilità di fare una foto insieme all’autore.

“Non credevo di avere un anima – Saviano cita infine uno dei tanti libri di scrittori dissidenti – ma quando me l’hanno chiesta non l’ho voluta dare a nessuno. La Potenza della speranza”. Che i ragazzi della paranza hanno però perso.

Daniele Camilli
Tusciaweb Academy


Condividi la notizia: