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Market in crisi, 100 lavoratori brancolano nel buio

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Viterbo - Il supermercato TuoDì

Viterbo – Il supermercato TuoDì

Viterbo – Scaffali dei supermercati vuoti e cento famiglie appese a un filo. Si preannuncia un’estate rovente per le mogli, i mariti e i figli del centinaio di lavoratori dei cinque punti vendita TuoDì e Dico della provincia di Viterbo in attesa ormai da mesi di sapere cosa vuole fare la proprietà. A macchia di leopardo sono sparsi tra il capoluogo, Nepi, Capranica, Tarquinia e Civita Castellana. 

Finora non hanno perso uno stipendio. “Ma per venerdì – fanno sapere – ci sarebbe in programma l’inventario, il che fa pensare a una cessione”.

Dall’azienda né conferme, né smentite, mentre i lavoratori fanno pressing sui sindacati per sapere se sia previsto il due per due, una sorta di pacchetto “supermercato+dipendenti”. 

“In caso contrario, senza un accordo – è la paura dei dipendenti – quello che abbiamo appena percepito potrebbe essere l’ultimo stipendio”.

Sono oltre 4mila i lavoratori delle due catene a rischio in tutta Italia, tra diretti e in franchising, tra cui i cento della Tuscia. Per i dipendenti dei tre punti vendita TuoDì di Capranica, Nepi e Viterbo e dei due supermercati Dico di Tarquinia e Civita Castellana l’inventario preannunciato per venerdì potrebbe essere il segnale della cessione.

Entro i primi di giugno i sindacati si aspettavano un piano industriale, che invece non si è visto. L’appuntamento, fissato per l’8 giugno presso la sede di Confcommercio di Roma, nel frattempo, è slittato al 3 luglio. E  adesso, pare ancora più avanti, al 6 luglio, sempre presso la sede capitolina dell’associazione di categoria dei commercianti. 

La temuta cessione arriverebbe ad appena due mesi da quando, ad aprile, i vertici dell’azienda hanno negato ai sindacati l’esistenza di difficoltà, smentendo categoricamente ogni allarme. Uno spettro per i lavoratori, che ad oggi senza garanzie, vedono ancora meno certezze per il futuro, nonostante gli stipendi fin qui regolarmente erogati ogni mese.

Al fianco dei cento dipendenti viterbesi ci sono Elvira Fatiganti della Uil e Donatella Aiala della Cgil, che stanno seguendo a livello locale le traversie dei lavoratori e delle loro famiglie.

“Ufficiosamente – spiega Fatiganti (Uil) – ci sarebbe un acquirente, il che spiegherebbe l’inventario di venerdì. Ma, anche fosse, resta il problema che vengano assorbiti tutti i lavoratori. E’ successo qualcosa di analogo sul litorale, quando nell’arco di due anni  sono rimaste senza stipendio venti famiglie ed è stato un dramma. Figuriamoci se accadesse ora e restassero a piedi in cento”.

Appesi a un incontro, ma per venerdì sarebbe in programma l’inventario della merce. “Qualcosa potrebbe essersi già delineato – commenta Aiala (Cgil) – se così fosse, le organizzazioni sindacali, coinvolte a livello nazionale nella trattativa, si aspettano una proposta per il riassorbimento di tutti i lavoratori. Quel piano industriale promesso, ma del quale finora non si è vista traccia”.


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