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“Mi fa incazzare vedere giovani migrare, mentre si spendono milioni per le armi”

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Caffeina - Angelo Gaccione

Caffeina – Angelo Gaccione

Caffeina - Angelo Gaccione

Caffeina – Angelo Gaccione

Viterbo – “E’ una vergogna che le spese militari in Italia siano al primo posto mentre la sanità al terzo. Questo significa che la morte è due punti avanti alla vita nel nostro paese”. Lo scrittore e drammaturgo italiano Angelo Gaccione, in occasione di un incontro a Caffeina a piazza del Plebiscito, ha parlato del suo progetto di pace per l’Italia e della sua amicizia con l’intellettuale Carlo Cassola.

“Mi fa davvero incazzare – ha esordito Gaccione – che i nostri giovani debbano migrare all’estero come i loro nonni, mentre in Italia si spendono oltre settanta milioni di euro al giorno in spese militari. Così la nostra politica si lamenta della crisi e dei soldi che non ci sono. Spendono i nostri soldi per una cronica corsa agli armamenti. Potremmo creare un piccolo paradiso, mentre questi infami buttano miliardi all’anno per poi venirci a dire che non ci sono i soldi”.

Nella piacevole chiacchierata a piazza del Comune, lo scrittore ha parlato di come nacque il suo rapporto di amicizia con l’intellettuale italiano Carlo Cassola.

Un legame che ha portato Gaccione, dopo 40 anni dalla sua conoscenza con Cassola, a scrivere un’opera di oltre duecento pagine che raccoglie lettere e documenti a testimonianza della vita di uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento.

Quando ancora nessuno aveva capito che la corsa agli armamenti ci stava impoverendo e avrebbe gettato le basi per la nostra rovina – prosegue Gaccione -, Carlo Cassola mi venne a cercare nell’Hotel a Milano dove lavoravo. Voleva sostenere il mio progetto per il disarmo”. Questo fu l’esordio di una storica amicizia che segnerà l’attività letteraria di Gaccione e consacrerà Carlo Cassola come un grande intellettuale.

Intellettuale è chi vede ed anticipa il futuro. Chi sa leggerne gli sviluppi. Carlo Cassola, mentre papa Paolo VI definiva il riarmo come un crimine contro dio, aveva capito che i governi avrebbero di lì a poco alimentato poteri terroristici parastatali.

Aveva capito che gli stati avrebbero costretto i popoli alla miseria e alla rovina. Nel parlare della sua amicizia con Cassola, Gaccione racconta così il giorno in cui lo scrittore, già famoso, lo venne a trovare all’Hotel di Milano dove lavorava: “All’epoca mi davo da fare nell’accoglienza di un grande albergo di Milano per mantenermi agli studi. Ero impegnato a far partire il mio progetto dell’Associazione italiana per il disarmo unilaterale dell’Italia”.

Gaccione ricorda quei momenti come fossero il presente: “Vidi il mio direttore correre dagli uffici della direzione e venire verso di me. Mi disse che il grande letterato Carlo Cassola era venuto a cercarmi per l’associazione che avevo creato e disse che già aveva trovato un sostituto al punto accoglienza. Mi invitò ad accomodarmi con Cassola nella Hall dell’albergo e lì ci fece servire del tè. Parlai con Cassola del mio progetto di pace per l’Italia e lui mi disse che era orgoglioso di quello che stavo facendo e che voleva aiutarmi”.

Gaccione è stato uno dei più grandi interpreti del pensiero di Carlo Cassola, di quello che rappresentò per il’Italia quando questa non era pronta a farsi rappresentare da lui. In quegli anni, in piena Guerra Fredda, l’Europa era con gli Stati Uniti d’America, e l’Italia in prima linea. Molti i soldi destinati ad alimentare una folle spesa per finanziare la morte.

Angelo Gaccione continua a parlare, descrivendo la situazione di oggi come sostanzialmente invariata rispetto agli anni settanta, quelli della battaglia ideologica di Cassola.

“Carlo Cassola era uno scrittore, un intellettuale e un letterato – conclude -. Per questo non poteva che essere a favore della vita – racconta -. Lui voleva il disimpegno dell’Italia dalla corsa agli armamenti perché aveva visto prima degli altri ciò a cui avrebbe portato. Quando gli altri scrittori italiani lo deridevano lui si comportava da signore e proseguiva con silenziosa dignità la sua battaglia pacifica per la vita”.

Alessandro Gatti
Tusciaweb Academy


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