Fabrica di Roma – Quella sera ha chiamato i carabinieri dopo che lui, ubriaco, l’avrebbe riempita di botte, per l’ennesima volta. “Ha impugnato il manico della scopa e mi ha picchiata, minacciando di tagliarmi la gola”. E’ il racconto, della donna, al giudice Rita Cialoni. Il compagno è finito a processo per maltrattamenti, dopo che lei l’ha denunciato. “E’ romeno e beve. Beve dalla mattina alla sera e, ubriaco fradicio, mi riempiva di botte e mi minacciava di morte”.
Più volte la donna sarebbe finita al pronto soccorso, con ferite in varie parti del corpo: braccia, gambe, schiena. “Avevo paura. Quando andava in escandescenza mi costringeva a uscire di casa e a rientrare di notte, dopo essersi addormentato.
Mi picchiava, e riempiva di cazzotti anche le porte. E le spaccava. Ho chiesto che venisse pure allontanato da casa”.
La vittima non sarebbe stata nemmeno libera di confidarsi e sfogarsi con i propri figli e l’ex marito. “Parlavano con il mio compagno, lui chiedeva scusa per quello che mi aveva fatto, ma poi quando se ne andavano tornava a picchiarmi. Mi puniva”.
A marzo 2018 la decisione del giudice. L’uomo rischia fino a sei anni di reclusione.
