Orte – Ha chiesto aiuto, urlando a squarciagola tra le mura di casa. Grida così forti che sono state sentite anche dal vicino. E’ stato lui a salvarla, chiamando i carabinieri. E quando i militari sono entrati in quell’appartamento, a Orte, hanno trovato la donna sofferente e il marito in stato di alterazione.
Secondo l’accusa, era stata maltrattata per l’ennesima volta. Sul corpo ancora i segni delle botte: lividi e graffi, che l’hanno fatta finire in ospedale. Quando i carabinieri hanno provato a fermare l’uomo, questo si è scagliato anche contro di loro, ferendone uno.
E’ stato arrestato, e denunciato dalla moglie. Non solo maltrattamenti, non solo lesioni, la donna avrebbe raccontato agli uomini dell’arma di essere stata più volte costretta dal marito a fare sesso contro la sua volontà. “Mi voleva tutte le sere, e quando lo rifiutavo mi tirava giù i pantaloni e iniziava…”.
L’uomo, straniero, è in carcere dall’inizio dell’anno, accusato anche di violenza privata. E’ finito a processo con rito abbreviato, potendo godere dello sconto di un terzo della pena.
Il 6 giugno scorso la sentenza. Il collegio dei giudici presieduto da Silvia Mattei (al latere Giacomo Autizi e Rita Cialoni) lo ha condannato a quattro anni di reclusione, come chiesto dalla pm Paola Conti. Dovrà pagarsi anche il mantenimento in carcere, oltre a risarcire tutte le spese processuali.
