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“Questa è una piazza bellissima, siete il futuro del paese”

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Viterbo - Caffeina - Geppi Cucciari a piazza san Lorenzo per il libro di Matteo B. Bianchi

Viterbo – Caffeina – Geppi Cucciari a piazza san Lorenzo per il libro di Matteo B. Bianchi

Viterbo - Caffeina - Geppi Cucciari a piazza san Lorenzo per il libro di Matteo B. Bianchi

Viterbo – Caffeina – Geppi Cucciari a piazza san Lorenzo per il libro di Matteo B. Bianchi

Viterbo - Caffeina - Geppi Cucciari a piazza san Lorenzo per il libro di Matteo B. Bianchi

Viterbo – Caffeina – Geppi Cucciari a piazza san Lorenzo per il libro di Matteo B. Bianchi

Viterbo - Caffeina - Geppi Cucciari a piazza san Lorenzo per il libro di Matteo B. Bianchi

Viterbo – Caffeina – Geppi Cucciari a piazza san Lorenzo per il libro di Matteo B. Bianchi

Viterbo - Caffeina - Geppi Cucciari a piazza san Lorenzo per il libro di Matteo B. Bianchi

Viterbo – Caffeina – Geppi Cucciari a piazza san Lorenzo per il libro di Matteo B. Bianchi

Viterbo - Caffeina - Geppi Cucciari a piazza san Lorenzo per il libro di Matteo B. Bianchi

Viterbo – Caffeina – Geppi Cucciari a piazza san Lorenzo per il libro di Matteo B. Bianchi

Viterbo - Caffeina - Geppi Cucciari a piazza san Lorenzo per il libro di Matteo B. Bianchi

Viterbo – Caffeina – Geppi Cucciari a piazza san Lorenzo per il libro di Matteo B. Bianchi

 

Viterbo - Caffeina - Matteo B. Bianchi

Viterbo – Caffeina – Matteo B. Bianchi

Viterbo – “Questa è una piazza bellissima, siete il futuro del paese”. Geppi Cucciari parla al pubblico di Caffeina per la presentazione del libro “Madonna accanto” di Matteo B. Bianchi. L’opera racconta di un’apparizione, non di quelle ufficiali, però. Ma di una Vergine Maria in jeans che si rivela a una 25enne di Milano, Betty, e con la quale nasce un’amicizia (gallery).

Ieri, nonostante il tempo incerto e il vento, piazza del Duomo era piena. E non solo di gente, ma soprattutto di risate. Brillante, ironica e spesso irriverente, Geppi ha scherzato, punzecchiato, letto il libro e interagito con gli spettatori e l’autore. Ad accompagnarli sul palco la musica degli Street clerks.

“Con Matteo B. Bianchi – ha esordito Cucciari – siamo amici da molti anni e un giorno mi ha detto che aveva scritto un libro che parla di una ragazza a cui appare la Madonna. Senza motivo. E voi pensate che mi sarei persa l’occasione di andare a fondo di questi disagi psicologici che hanno spinto un uomo che ha queste idee o ad andare in analisi o a scrivere un libro. E lui ha scelto di scrivere un libro. In copertina, c’è la Madonna che sopra è vestita come ci si aspetta e sotto ha i jeans”.

Geppi chiede all’autore il perché del titolo e di questa copertina. “Racconta la storia – ha spiegato B. Bianchi – di questa ragazza di 25 anni di Milano con una vita ordinaria a cui, improvvisamente, per nessun motivo apparente, comincia ad apparire la Madonna. All’inizio crede di essere pazza, poi capisce che è tutto vero. Ma non è una visita ufficiale o istituzionale, come quelle a cui siamo abituati. Questo è un viaggio privato, perché la Madonna vuole vedere come vivono i giovani di oggi e chiede alla ragazza di comportarsi normalmente”. 

Quindi Geppi: “La prima domanda che mi verrebbe da fare alla Madonna è di chiederle perché apparire proprio a me ed è quello che fa Betty, dopo essere prima svenuta e dopo diversi spostamenti psicologici. La risposta della Madonna, però, non è una ‘risposta della Madonna’ – ironizza -, ma abbastanza affliggente”.

L’aurore rivela: “Betty è spaventata, ma la Madonna dice di esserle apparsa perché è una ragazza normale. Quello che fa Betty è molto ordinario e infatti la prima cosa che fa con la Madonna è portarla da H&M, ma poi inizia a farsi qualche domanda”. Aggiunge Geppi: “Perché quando le appare, la Madonna è iconoclasticamente come ce la immaginiamo, col velo e le lucine, un po’ stroboscopiche, e lei inizia a interrogarsi”. Quindi l’autore: “E certo, perché è un po’ difficile avere per amica la Madonna vestita così”. Allora Geppi: “Eh sì, perché il problema è proprio quello, il look”. E l’autore: “Certo, ed è per questo che Betty le dice che se devono essere amiche deve vestirsi in modo normale e la porta da H&M. Un ragionamento logico”. E Geppi: “Non fa una grinza”. 

Intervallo musicale degli Street clerks che suonano ‘Maria’ di Blondie. 

Geppi si sofferma sulla dedica del libro: “A Miro e Anna Maria, per compensare”. L’autore spiega: “Sono mio zio e mia zia che sono un prete e una suora. Da piccoli, mia mamma portava me e mia sorella a messa e mio papà non veniva. Gli chiedevo perché visto che aveva un fratello prete e l’altra suora e lui rispondeva appunto ‘per compensare'”.

“Ci tengo a dire poi che non è minimamente blasfemo”, ha specificato Geppi. L’autore infatti ha aggiunto: “Noi italiani, indipendentemente dal nostro percorso personale, siamo cresciuti in un ambiente religioso, col ricordo dell’oratorio e del catechismo. Fa parte del nostro dna. Sono stato attento a non offendere nessuno, perché non mi interessava, e poi perché è un aspetto che fa parte della nostra cultura e con cui abbiamo fatto i conti.

Ho scritto un libro in cui la figura della Madonna è molto pop nella sua rappresentazione e viene sulla terra per fare la sua esperienza personale, non nella sua veste ufficiale, quindi la tolgo dall’aspetto dogmatico per portarla in quello terreno. Il libro non parla poi di redenzione, ma di una maturazione personale. Racconta una storia molto umana”.

Centrale è il tema dell’amicizia, parola che ha dato lo spunto per una nuova parentesi musicale degli Street Clerks che hanno eseguito “With a little help of my friends” dei Beatles.

Geppi ha voluto capire come fosse nato il libro. “Perché? E quando? Come ti è venuto in mente”, ha chiesto. E l’autore: “Che ne so. So solo quando, perché l’idea iniziale mi era venuta per un cortometraggio, ma poi la storia, di una ragazza normale a cui capita qualcosa di speciale, si è rivelata troppo complicata. Mi è rimasta dentro per tanto tempo, finché ho deciso che era per un romanzo. Ma la vera difficoltà era il tono con cui raccontarla perché dovevo parlare di una figura che è fondamentale per l’umanità e dovevo essere rispettoso, benché avessi un’idea precisa dell’uso che ne dovevo fare. Tutto stava nel trovare un equilibrio.

Un sacco di editori lo hanno rifiutato, una decina, e io ho iniziato a farmi delle domande. Ha spaventato tanti. Uno mi ha addirittura detto che il libro non somigliava a niente e io gli ho detto che era un complimento, ma lui ha aggiunto che non sapeva a chi venderlo. Ora, a un mese dall’uscita, è in ristampa e ho venduto i diritti per il film”.

Bianchi e Geppi hanno mostrato grande sintonia. Si sono divertiti e hanno riso tra loro, ma hanno fatto soprattutto ridere. Senza sosta. 

Sulla collaborazione, Bianchi ha spiegato: “Quando c’è stata la proposta di Caffeina, essendo un libro sull’amicizia, ho chiesto a Geppi e agli Street clerks di venire. Perché siamo amici. Conosco Geppi da anni e con la band lavoriamo insieme nella trasmissione ‘E poi c’è Cattelan’. Sono fantastici, nel senso che hanno un brano per qualsiasi parola dici”. Geppi quindi ha chiesto al pubblico di provare. Dagli spalti hanno detto “caffè” e la band ha dato il via a ‘Coffee and tv’ dei Blur. Poi “chiesa” quindi è partita “Alleluiah” di Leonard Cohen.

Allora Geppi ha rilanciato “gruppo elettrogeno”, ma l’hanno guardata storto e lei ha replicato “si chiama ironia”. 

E’ arrivato il momento delle domande dal pubblico ed è qui che Geppi ha dato il meglio di sé: “Ringraziamo Caffeina e Viterbo per averci invitati – ha detto Geppi – voi siete delle persone meravigliose, perché uscite la sera per andare a vedere la presentazione di un libro, invece, di fare cose senza senso. Siete il futuro del paese e anche il presente. Questa piazza è meravigliosa, chi l’ha fatta sarà morto, ma sarà rimasto qualche erede. Trovo bellissima la piazza e voi che siete qui ad ascoltare due che parlano, in un momento in cui la gente parla con chi non vede davanti a un computer”.

Quindi le domande che però non arrivavano: “Non ci credo – ha detto Geppi – non è possibile, cioè una curiosità umana”. E in un crescendo: “Ma chi siete, da cosa siete composti, da dove venite? C’è il sindaco, perché di solito il sindaco va sempre dove c’è da ascoltare gratis. Io non conosco il vostro sindaco, magari è una persona che ascolta pagando”.

Di domande ancora nulla, allora Geppi: “Se non fate una domanda vi vengo a cercare e vi rigo le macchine”. Ce ne sono state un paio e una in cui si chiedeva all’autore cosa fosse per lui la normalità e allora Bianchi: “Ho voluto rappresentare una ragazza ordinaria che, a un certo punto, inizia a farsi domande sulla sua vita. Senza giudicare sul fatto che lo faccia tardi. Anzi, come dico nel retro del libri, ‘siamo tutte ragazze qualsiasi ed è l’esperienza a renderci speciali'”.

Paola Pierdomenico


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