Viterbo – Il tesoro di santa Rosa. Sconosciuto alla gran parte dei viterbesi. Manufatti, ex voto, argenti, quadri. Conservati nel monastero e mai esposti, perché non c’è spazio. Ma con gli ultimi interventi programmati dal ministero ai Beni culturali, qualcosa è destinato a cambiare.
– fotocronaca: Monastero santa Rosa, parte il recupero agli affreschi del refettorio – slide
Stanno per partire i lavori agli affreschi nel refettorio. Oggi in condizioni pietose. Spesa stimata, 150mila euro. Il cantiere aprirà a breve. Un intervento di consolidamento per isolare le pareti, evitando che in futuro possano esserci nuovamente infiltrazioni.
“I tempi saranno rapidissimi – spiega la sovrintendente Alfonsina Russo – la gara partirà a breve, contiamo d’affidare tutto entro luglio e chiudere a settembre”. Per santa Rosa sarebbe perfetto.
Ieri di buon mattino, la sovrintendente ha effettuato un sopralluogo, guidata da suor Francesca, insieme a Giuseppe Fioroni e alla vice sindaca Luisa Ciambella.
Quello agli affreschi è solo l’ultimo degli interventi al monastero. Prima il tetto, sopra la sala del 400. “Ricordo – dice Fioroni – che ero sindaco quando mi segnalarono che qui ci pioveva. È passato un po’ di tempo, ma anche questo è fatto”.
Un altro intervento invece in corso è alla sala, delle colonne. Più complesso, servirà tempo. Ma una volta terminato, dall’ingresso che porta all’urna con il corpo della santa, sarà possibile passare per il refettorio, quindi la sala delle colonne e sopra, in quella del 400.
Facendone un unico grande spazio espositivo.
“Per questo – spiega Fioroni – mi sento di ringraziare il ministero. Che ha investito. Tra il monastero di santa Rosa e villa Lante, circa un milione di euro. Direi un bilancio lusinghiero di quattro anni di legislatura.
Al di là del dibattito, ad esempio su villa Lante e le aperture, si tratta di lavori che se non fossero stati realizzati, la copertura sarebbe venuta giù.
Anche qui a santa Rosa la situazione era complicata. Non dimentichiamoci che due anni fa al monastero è crollato il tetto”.
Altre istituzioni si erano impegnate. Regione, fondazioni varie.
“Nel frattempo che arrivi qualcosa – spiega Luisa Ciambella – intanto con i fondi ministeriali gli interventi sono partiti. Quando arriveranno anche gli altri promessi, saranno destinati ad altro…”.
Sistemati gli affreschi, il comune e le suore Alcantarine stanno già pensando a una mostra. Che poi diventerà permanente.
Con un po’ di ottimismo per il 3 settembre, realisticamente, a Natale. Dopo tanto tempo, nessuno si formalizzerà per qualche settimana in più d’attesa.
Giuseppe Ferlicca







