Viterbo – Rendiconto, la minoranza abbandona l’aula.
Discutere sì o discutere no… Seduta di consiglio movimentata, messa a votazione la discussione passa, ma la minoranza abbandona l’aula e non partecipa e attacca: “Violate le norme del regolamento, valuteremo il ricorso al Tar”.
Si inizia con la lettura di un parere prodotto dal segretario in riferimento alla nota di Luigi Maria Buzzi (FdI) e di altri rappresentanti della minoranza sui tempi di discussione per cui la documentazione “essendo stata prodotta il 6 giugno quindi ben venti giorni prima della seduta del 29, il diritto di informazione è stato garantito”. Questa discussione s’ha da fare.
Prende la parola Quintarelli. “Alla luce di quanto letto chiediamo che venga discusso il punto all’ordine del giorno, perché le delibere relative sono state pubblicate il 6 e poi trasmesse agli atti. Quindi le carte erano disponibili. Mettiamola a votazione”.
Replica Ubertini (FdI): “Trovo imbarazzante la nota della segretaria che parla di parassi, così come trovo imbarazzante citare le sentenze dei Tar. Sindaco, la inviterei a usare buon senso che direbbe di discutere la prossima settimana coi termini giusti”.
Gli va dietro de Dominicis (M5s): “Oggi la maggioranza, a nome del capogruppo del Pd, chiede di fare la discussione. Ci sono stati casi in cui la segretaria ha dato la stessa autorevolezza a un parere, senza che ci sia stata dalla maggioranza la stessa levata di scudi, come la pratica della decadenza di Moltoni a cui non avete dato la stessa fiducia.
Avremmo gradito che, citando diverse sentenze, i consiglieri ricevessero prima il parere. Dovrò studiarmelo nei prossimi 5 minuti. Non è questo il modo, non si può calpestare per colpa della maggioranza, il diritto della minoranza”.
Attacca Santucci (FondAzione): “In questo momento ci avete consegnato una nota con sentenze che nemmeno sono allegate. Stiamo discutendo che non ci date gli atti e col parere fate lo stesso. Poi ce ne avanzate 5, ma noi ve ne potremmo consegnare 55 che dicono il contrario. Si citano fatti a sproposito, oltretutto, in assenza del segretario generale, a cui nemmeno possiamo replicare di persona.
Noi la capigruppo l’abbiamo fatta il 23 maggio per il 29 giugno, con 35 giorni per darvi il tempo di fare la delibera di giunta e la trasmissione agli atti, 20 giorni inclusi. Siamo stati corretti anche per darvi la possibilità di comunicarlo al prefetto. Siamo stati corretti, voi no. Non mantenete la parola, io la mantengo sempre. Dopo il 23 maggio, non c’è stata nessuna capigruppo per cui non abbiamo mai potuti contestare la mancanza di documenti. Perché ricordo che i consigli successivi sono saltati tutti. Non ci siamo più visti.
Si ribalta il principio per cui siamo noi a dovervi chiedere i documenti, quando invece dovrebbero essere gli uffici a metterci a disposizione. E chiederli perché che non era nemmeno convocato il consiglio, calcolando poi che, nei documenti del 6 giugno, non c’erano nemmeno tutti gli allegati. Non mi affretto, perché per me oggi non si fa la discussione. Non sono 5 giorni determinanti ma è per il principio di violazione del regolamento. Una follia e una forzatura”.
Al voto, la discussione passa. La minoranza abbandona l’aula: “Riteniamo violate le norme del regolamento – dice Ubertini – e che ci siano gli estremi per un ricorso al Tar per cui non parteciperemo alla discussione”.
Dopo la lettura della delibera da parte dell’assessora al Bilancio Ciambella, il rendiconto 2016 passa all’unanimità.
