Viterbo – Unione, il comune fa 13. Martedì 13 giugno è il giorno della riapertura. Nel pomeriggio la cerimonia e poi l’iniziativa di Ombre Festival. I lavori sono conclusi, il teatro torna alla città. Può essere riutilizzato, una volta che sarà affidata la gestione. La parte dei Lavori pubblici è terminata. Il resto non ancora. Si va avanti per gradi
“La soddisfazione è grande – spiega l’assessore Alvaro Ricci – è stata una sfida vinta, forse in pochi ci credevano”.
Pensavate di non riuscire?
“I tempi per l’ultimo intervento sono stati molto stretti. Il consiglio comunale a maggio 2015 ha stanziato 900mila euro di fondi propri per finanziare parte del terzo stralcio. Quello regionale di finanziamento, da un milione e 300mila euro, seppure ci fosse un indirizzo della giunta, si è concretizzato il 2 novembre 2015. Solo allora abbiamo avuto certezza sui soldi. Quindi ci siamo attrezzati per il progetto esecutivo del terzo lotto”.
L’ultima parte. Cos’ha riguardato?
“Il consolidamento strutturale, il miglioramento sismico e gli impianti. A tempo di record, cinque mesi, abbiamo predisposto il progetto esecutivo. A fine maggio 2016. Una corsa contro il tempo, perché i termini erano inderogabili. I lavori dovevano terminare entro il 30 marzo 2017. Li abbiamo rispettati, anche se per pubblicare la gara abbiamo perso un altro mese, visto che, cambiato il codice degli appalti, è stato necessario revisionare il progetto, con modifiche sostanziali. Devo dare atto che lo staff coordinato dal dirigente Cocullo ha fatto un grande lavoro. La gara è stata aggiudicata a settembre 2016 e in sei mesi, evento più unico che raro, sono stati eseguiti lavori per 2 milioni e 300mila euro”.
I 600mila euro di ribasso d’asta come saranno utilizzati?
“La regione ci ha autorizzato a investirli sempre sull’Unione. Continueremo l’opera di miglioramento sismico di quella che è stata e deve tornare a essere la sede della Scuola musicale comunale, il foyer dell’Unione. In tutto questo, mi sento di ringraziare la regione”.
Qual è l’impatto vedendo il teatro completato?
“L’effetto è notevole, il nuovo sipario con in alto il simbolo della città, le sedie nuove nei palchetti, i parapetti in ottone per dare maggiore sicurezza. Gli interventi l’hanno cambiato. Poi le tinteggiature e il nuovo graticcio, con strumenti e tecnologie che rendono il sistema scenografico all’avanguardia. Degno di un teatro importante”.
E gli affreschi?
“Abbiamo recuperato anche quelli, nella volta dell’Unione. Erano rovinati e sono stati restaurati. Questo per la parte che si vede, ma il grosso non è visibile. Gli impianti, dalla climatizzazione, all’antincendio, passando per quelli elettrici di ultima generazione. Devo dire che attendo il 13 giugno per vedere riaperto l’Unione alla città. È per me una grande soddisfazione avere concluso i lavori e restituire alla città il suo teatro”.




