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Viterbo – Viterbo città dei papi e della monnezza. La raccolta sarà pure differenziata, ma da un paio di settimane le periferie sono preda dei rifiuti.
Dal 12 giugno i camion della nettezza urbana non possono più svuotare i secchioni dell’immondizia posizionati in aree private, ma solo quelli esposti sulla pubblica via. Col risultato di centinaia di sacchi “condominiali” ammucchiati sulle strade in attesa del ritiro.
Una doccia fredda per decine di condomini che si erano organizzati a spese proprie nel modo più indolore, per evitare l’impatto visivo della monnezza, creando apposite piazzole all’interno di strade private e giardini. Ed esplode la protesta.
Il cartello che fa riferimento all’ordinanza sindacale ha fatto la sua comparsa ovunque, dall’Ellera al Murialdo, da Santa Barbara ai Cappuccini. Tanto per citare i quartieri più popolosi, dove si trovano palazzi in cui vivono decine di famiglie.
“Attenzione”, c’è scritto in maiuscolo neretto per cogliere subito l’attenzione. “Si comunica a tutti gli utenti – c’è scritto in maniera inequivocabile – che dal 12-06-17 lo svuotamento dei contenitori per la raccolta avverrà solo se gli stessi verranno esposti su suolo pubblico, nel rispetto del calendario”.
Risultato? Cittadini inferociti e una valanga di monnezza. Che fa mostra di sé all’ingresso dei palazzi. In alcuni casi, come in via Leonardo Murialdo, palazzi adiacenti a fermate di autobus e asili. Decine, anzi centinaia di sacchi ammucchiati. Rigorosamente sul suolo pubblico.
La segnalazione porta la firma di Paola Marchi, residente al civico 198 di via Murialdo.
“Per due settimane nessuno è venuto a ritirare i rifiuti – spiega – perché, ci hanno detto, la nostra è un’area privata. Il Comune e Viterbo Ambiente lo sapevano pure quando abbiamo sostenuto spese per formare piazzole in cemento per i contenitori dei rifiuti”.
E’ un fiume in piena: “Il furgone – prosegue paola Marchi – passa senza alcun problema. Non si capisce perché ora dobbiamo essere costretti a portare tutto in strada. Proprio al fianco di un asilo, se li mettiamo a destra. O sulla fermata dell’autobus, se li mettiamo a sinistra. Nel qual caso il bus sarebbe costretto ad andare contromano per sorpassarli. E’ una vergogna”.
La signora Marchi fa due conti: “Siamo 5 palazzi dove vivono 110 famiglie. Stamane (ieri, ndr) ho chiamato Viterbo Ambiente e l’ufficio tecnico del Comune, che hanno fatto finta di niente, confermando solo che siamo obbligati a mettere l’immondizia fuori. Alle 11 sono venuti a ritirarla, peccato che in due settimane si siano accumulati qualcosa come trecento sacchi”.
Proteste vibrate anche dall’Ellera, dalla Pila, da via Alcide De Gasperi e via Monfalcone al Paradiso a via Monte Bianco ai Cappuccini. “Possibile che nessuno abbia pensato ai tanti condomini abitati prevalentemente da anziani che da soli non ce la fanno a trascinare in strada i contenitori pieni? Sono grossi, sono pesanti. Dovranno pagare un ulteriore balzello, stipendiando qualcuno che lo faccia per loro”.
E ancora: “Ci sono migliaia di viterbesi che si sono autotassati, spendendo soldi in proprio, per risolvere il problema creando apposite isole destinate ai contenitori in aree di proprietà. Perché se un palazzo ha un’area adiacente idonea i condomini non la possono usare? Un bel modo per trasformare definitivamente Viterbo nella città della spazzatura”.
Silvana Cortignani





