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“Rifiuti, la raccolta è un servizio o una cortesia del comune ai cittadini?”

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Il centro raccolta ingombranti di Grotte Santo Stefano chiuso

Il centro raccolta ingombranti di Grotte Santo Stefano chiuso

Rifiuti accumulati

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Il centro raccolta ingombranti di Grotte Santo Stefano chiuso

Il centro raccolta ingombranti di Grotte Santo Stefano chiuso

Viterbo - Il centro raccolta ingombranti del Riello chiuso

Viterbo – Il centro raccolta ingombranti del Riello chiuso

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore, con la presente vorrei segnalare un disservizio e vari disservizi connessi alla gestione dei rifiuti ingombranti da parte della nostra amministrazione comunale di Viterbo.

Nei primi week end di maggio ho sistemato il giardino ricavando dei sacchi di erbe infestanti da smaltire.

Non è un volume da raccolta quotidiana, per cui ho ritenuto di dovermi avvalere del servizio di smaltimento dei rifiuti ingombranti portando il materiale presso i centri di raccolta preposti. Nei giorni successivi contatto gli uffici comunali per informazioni, che mi rimandano al sito di Viterbo Ambiente.

Il sito racconta: “Il punto di raccolta straordinaria Riello, è aperto domenica 23 aprile dalle 7 alle 11” siamo ormai alla fine di maggio.

Provo ad approfondire ed entro nella sezione “Raccolta ingombranti”. Pur rimandando al medesimo centro del Riello si riporta che è aperto tutte le domeniche, tuttavia in data 4 settembre 2016 sarà chiuso. Ma quando sarà aperto nel mese di maggio? A tutt’oggi, 23 maggio, sul sito sono riportate queste informazioni, tuttavia, tra le righe è possibile leggere una chiara informazione: l’ipotesi Riello è inaffidabile.

Provo l’opzione del centro di raccolta in località Grotte di Castro. Sempre la “legenda” del sito racconta: “Lunedì e venerdì dopo le 13 mentre martedì, mercoledì e giovedì solo orario mattutino. Scelgo il venerdì (19 maggio 2017). Carico il tutto e mi reco al Centro. Sorpresa. Anch’esso è chiuso.

Su carta co-intestata Viterbo Ambiente e Comune di Viterbo si riporta “Avviso agli utenti. Per adeguamenti normativi il CdR Grotte Santo Stefano rimarrà chiuso fino a nuova comunicazione”.

Possibile che non abbia letto questa informazione! Cellulare in mano: Google, Viterbo Ambiente, Centri di Raccolta Comunali, leggo il contenuto della pagina. Della chiusura del sito non vi è notizia. Guardo altre pagine connesse, ma il risultato non cambia. Non mi arrendo! Chiamo il numero verde. Risposta automatica “Telecom Italia. Siamo spiacenti. La chiamata proviene da un’area non abilitata”. (Avrei compreso il classico “l’utente non è abilitato”, ma di essere in “un’area non abilitata” è la prima volta. Successivamente per curiosità ho provato da altri punti del Comune ottenendo comunque il medesimo risultato).

Chiamo il numero fisso di Viterbo Ambiente. La linea cade appena termina la selezione. Provo al comune. Silenzio. Chiamo i vigili. Mi risponde il centralino. Finalmente qualcuno con cui scaricare il mio maldipancia. Espongo il caso. Mi informa che il centro di Grotte di Castro è chiuso ormai da diverso tempo, a seguito di un intervento delle forze dell’ordine.

Mi guardo intorno. In effetti il volume di rifiuti davanti all’ingresso è piuttosto considerevole nonché l’effluvio indica che sono in atto processi di decomposizione dei materiali organici. Le temperature li favoriscono.

Alcune domande mi sorgono spontanee: ma la raccolta dei rifiuti è un servizio o una cortesia che l’amministrazione comunale fa ai suoi cittadini?

Essendo disciplinata per legge è un servizio pubblico ed in quanto tale credo che questa situazione rappresenti una interruzione di pubblico servizio. I centri di raccolta ordinari o straordinari sono parte integrante del servizio stesso.

Rileggo l’avviso sul cancello e rifletto. Il centro non è sottoposto a sequestro. La chiusura è il frutto di un’iniziativa amministrativa per delle non conformità. Mi chiedo: se di recente la magistratura ha adottato provvedimenti sospensivi di attività pubbliche, imponendo al contempo l’obbligo di continuare ad assicurare il servizio stesso, questo non sarebbe stato possibile farlo anche in questa situazione?

Mutatis mutandis preso atto che né il comune, né Viterbo Ambiente hanno reso disponibili soluzioni alternative e le difformità non sono state tali da averlo porlo sotto sequestro, credo che la continuità del servizio sarebbe potuta essere assicurata contemporaneamente all’adozione dei provvedimenti opportuni del caso? 

Mi chiedo ancora. Ma possibile che le difformità del sito siano tali da poter affermare che è da preferire la discarica in strada? Dubito molto. Osservo il cartello “Divieto di scarico” che è quasi sommerso. Oltre all’evidente lacuna nella vigilanza, il volume di rifiuti che staziona lateralmente al cancello è una prova provata della necessità che vi sia tale servizio.

Il Centro di raccolta Grotte di Castro non è esattamente dietro l’angolo, coloro che hanno lasciato i rifiuti non lo hanno fatto perchè di passaggio, bensì perché erano andati a Grotte di Castro ritenendo di avvalersi di un servizio.

Continuo a cercare risposte, ma purtroppo mi sorgono solo domande. Guardando all’interno del sito non vi è alcun lavoro in corso. E’ evidente che dal momento in cui è stato chiuso il sito è stato abbandonato. Da cui segue un ulteriore riflessione: ma questa nuova situazione non è contraria alla normativa vigente?

Il provvedimento amministrativo ha creato le condizioni di una discarica abusiva, ovvero per avere le carte in regola sono state create le condizioni di un servizio allo sbando.

Ma chi risponde di tutto ciò? Le forze dell’ordine in questo caso non ravvisano l’esistenza di motivi per intervenire? Finora non è stato segnalato il disagio? I primi che avrebbero dovuto farlo sono i cittadini di Grotte di Castro, ma forse la loro numerosità non è politicamente influente.

Al sindaco, all’assessore, ai responsabili di Viterbo Ambiente ed ai dirigenti del sistema di gestione dei rifiuti faccio, infine, un caloroso invito a porre attenzione alle esigenze dei cittadini, anche nelle apparenti banalità.

Navigando nel sito del comune non vi è traccia ed informazione sulla gestione dei rifiuti ed in particolare dei provvedimenti di interruzione e/o di erogazione dei servizi stessi (saperlo consente di programmare…).

Sul sito Viterbo Ambiente vi sono interessanti notizie di rilevanza culturale relative ai rifiuti ed alla loro gestione, ma scarse informazioni di utilità quotidiana.

Per i soggetti pubblici, o che svolgono una funzione di pubblica utilità, nel momento in cui si dotano di un sito si fanno carico anche della responsabilità di aggiornarlo tempestivamente indicandone la data dell’aggiornamento stesso (principio di tracciabilità e trasparenza).

Averlo è un servizio, non aggiornarlo è un disservizio la cui alternativa di chiuderlo è da preferire. Attualmente l’informazioni attendibile che il servizio fornisce è: assoluta inaffidabilità. Non è scritto esplicitamente ma lo si ricava tra le righe.

Inoltre che l’amministrazione comunale, la quale ha adottato il provvedimento di chiusura insieme a Viterbo ambiente, non ne faccia alcuna menzione sul proprio sito, dimostra scarsa attenzione verso la collettività. Questa scelta si configura come una delega in bianco ad altri soggetti, ritenendo erroneamente di scaricarsi di tutte le responsabilità. Invece essa le conserva intatte e la sommergono soprattutto in presenza dei disservizi.

Un’ultima precisazione per rispondere alla domanda che sorge spontanea: i rifiuti che avrei voluto smaltire li ho portati presso la mia campagna dove li ho bruciati. Vi dovrebbe essere la video sorveglianza a mia tutela (almeno così racconta la legenda della cartellonistica dell’area) che non li ho accumulati a quelli già presenti.

Francesco Carbone


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