Viterbo – Raccolta differenziata della discordia. Non starebbe scritto da nessuna parte che chi abita nei supercondomini di Murialdo, Paradiso, Ellera, Santa Barbara o Pilastro debba portare per forza sulla pubblica via i bidoni dell’immondizia per farli svuotare.
Anzi. Semmai sull’ordinanza sindacale c’è scritto tutto il contrario.
Se sono autorizzati, possono stare su aree private, piazzole o isole appositamente realizzati a spese degli inquilini. Purché su suolo aperto al pubblico transito.
Al centro dell’ultima diatriba tra i cittadini e la ditta della raccolta differenziata il cartello comparso sui bidoni dei supercondomini di periferia in cui si comunica a tutti gli utenti che “con riferimento all’ordinanza sindacale numero 126/2014 e numero 9/2015, lo svuotamento dei contenitori per la raccolta avverrà solo se gli stessi verranno esposti su suolo pubblico, nel rispetto del calendario”.
Non secondo Laura De Alexandris, residente al Pilastro, al civico 64 di viale Bruno Buozzi, in un supercondominio di 54 appartamenti. Lo scrive a Viterbo Ambiente. “Vorrei far presente – dice – che l’ordinanza del sindaco N° 9 del 21 gennaio 2015 di cui allego copia non dice di portare fuori i contenitori, ma autorizza i condomini al collocamento stabile delle attrezzature e bidoni condominiali su suolo privato aperto al pubblico transito. Non si fa assolutamente menzione al trasporto fuori di detta area nei giorni di ritiro”.
Per questo chiede alla Viterbo Ambiente di tornare sui suoi passi: “Anche nel rispetto del decoro e dell’igiene di questa città”.
Secondo Laura De Alexandris: “In nessuna parte l’ordinanza dice di portare fuori i contenitori da svuotare, posizionandoli sul suolo pubblico, bensì autorizza i condomini al collocamento stabile delle attrezzature e dei bidoni condominiali su suolo privato aperto al pubblico transito”.
“Inoltre – sottolinea nella lettera – i supercondomini di 50 appartamenti e anche più grandi, come quello del Murialdo da 110 appartamenti, il giorno del ritiro della plastica sarebbero costretti ad esporre sui marciapiedi o sulla strada 50 e anche 100 sacchi, che se ci fosse vento si può immaginare il caos”.
L’ordinanza numero 9 del 2015, cui si fa riferimento, punta a “impedire e contrastare le situazioni urbane di degrado degli immobili che determinano lo scadimento della qualiti urbana, l’incuria, il daneggiamento nonché le situazioni che intralciano la pubblica viabilità o che alterano il decoro urbano”.
Da qui l’ordine: “Ai cittadini e ai condomini debitamente autorizzati dall’amministrazione comunale, a seguito di verifica da parte dell’ufficio preposto, al collocamento stabile delle attrezzature e bidoni condominiali per la raccolta porta B porta su suolo pubblico nel rispetto delle prescrizioni contenute nell’atto autorizzativo, noncbé ai cittadini e condomini che hanno collocato le attrezzaturee bidoni condominiali per la raccolta porta a porta su suolo privato aperto al pubblico transito, di praticare la cura e la custodia delle attrezzature conferendo correttamente i rifiuti in maniera differenziata, apponendo appositi dispositivi che impediscano agli altri utenti di gettarvi impropriamente i rifiuti al di fuori delle fasce orarie in cui viene effettuata la raccolta, e garantendo la pulizia ed il decoro delle aree private costituenti pertinenza del bidoni”.
Silvana Cortignani


