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Tusciaexpò, il comune paga per un fallimento

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Viterbo - Piazza del comune

Viterbo – Piazza del comune

Giulio Marini

Giulio Marini

Viterbo – (g.f.) – Fallimento Tusciaexpò, per il comune è arrivato il momento di pagare. La società che doveva realizzare il centro fieristico nel capoluogo è arrivata da tempo al capolinea. Uno dei tanti sogni che tali sono rimasti.

Lo scorso luglio il tribunale ne ha dichiarato il fallimento e da quel momento, il curatore sta racimolando quanto dovuto dai debitori. A cominciare dai soci. Fra questi c’è palazzo dei Priori. Per un importo di 262mila388 euro.

Si tratta di somme non versate in passato, relative a perdite di bilancio. Nel 2008 Tusciaexpò era in rosso per 274.235 euro, di cui 68.558 euro dovuti dal comune. Nel 2009 il passivo aumenta: 308.545 euro, che per palazzo dei Priori vuol dire 77.136 euro. Quindi il 2010. Rosso sempre più profondo: 326.774 euro, il 25% per l’amministrazione comunale fa 81.693 euro.

Quote a carico del comune non versate, ma accantonate in bilancio. Per un totale di 227.388 euro. Alla ragioneria di via Ascenzi non risultano riscontri per altri 35mila euro richiesti. I soldi per pagare quello che a tutti gli effetti è stato un fallimento, ci sono. C’è la delibera di giunta, dopo la decisione del consiglio comunale.

Giulio Marini (FI), però, sulla ex partecipata ancora oggi ha qualcosa da ridire. “Quei soldi saranno versati – ricorda Marini – quando la società non navigava in buone acque, i pagamenti furono sospesi, ma accantonate le somme”.

All’epoca era sindaco. “Quello che invece ancora non riesco a capire – continua Marini – è come mai l’amministrazione Michelini non abbia voluto dare seguito a un’azione di responsabilità verso l’allora consiglio d’amministrazione Tusciaexpò.

Decisione votata dal consiglio comunale e dal Partito democratico, quando era all’opposizione. Oggi governa la città”.

Il consulente di Michelini per la legalità ha spiegato in un parere, come dopo la dichiarazione di fallimento non sia più possibile proporre azione di responsabilità. A Marini qualche dubbio resta.

“Per Tusciaexpò non c’è azione di responsabilità ed è fallita – sostiene il consigliere Forza Italia – mentre per un’altra società partecipata del comune, il Cev, l’azione è stata fatta. E il Cev non è fallito. Mi rimane difficile capire le ragioni, in particolare del Pd, che quando è all’opposizione la chiede. Poi va al governo e non ne fa più nulla. Incongruenze”.


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