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Ubriaco al bar con l’accetta, spuntano altri due processi

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Bassano Romano – Doppio processo in un giorno per avere dato in escandescenze mentre era in stato di ebbrezza alcolica. A novembre si era già beccato otto mesi per avere fatto, ubriaco, irruzione in un bar con l’accetta. 

L’ultima condanna è arrivata ieri dal giudice Rita Cialoni, che gli ha inflitto sei mesi con lo sconto di un terzo della pena dell’abbreviato per resistenza, minacce  e oltraggio a pubblico ufficiale per un episodio di pochi mesi fa.

Per la difesa è un alcolista, per i carabinieri quando beve lo fa non per impulso, ma lucidamente, pur sapendo che poi perderà il controllo. “Quando beve diventa pericoloso e ogni volta finisce col seminare il panico tra la gente, collezionando una lunga serie di condanne”, lo descrive così il comandante della locale stazione, Andrea de Fusco, che lo conosce bene.  

Sempre ieri, il cinquantenne è  inoltre comparso davanti al giudice Giacomo Autizi, dove ha preso il via un processo in cui le parti offese sono una coppia di fidanzati e i carabinieri della locale stazione e del Norm di Ronciglione per un episodio che risale al 17 luglio 2013.

Era l’ora dell’aperitivo, circa le 20, quando, sempre in preda i fumi dell’alcol, ha prima insultato la donna dentro un bar del paese, colpendola alla fronte con una maschera di legno, poi ha inseguito la coppia che se ne stava andando via in macchina, gettandosi sul cofano e prendendo a pugni la vettura.

Solo a fatica i militari sono riusciti a bloccarlo, mentre inveiva contro di loro urlando “pezzi di merda, vi ammazzo, bastardi” e il solito campionario di minacce e insulti. Stavolta è accusato anche di lesioni, essendo dovuta ricorrere la vittima alle cure del pronto soccorso dell’ospedale di Ronciglione.

Si tratta dello stesso pregiudicato arrestato lo scorso 5 agosto al termine di un raid ad alta gradazione alcolica durante il quale ha fatto irruzione in due bar del paese. Nel primo si è scagliato contro la giovane titolare svenuta per la paura e ha colpito al volto con una sedia una cliente. Nel secondo bar ha provocato un fuggi fuggi generale presentandosi con una grossa accetta.

Per quel raid se l’è cavata con 8 mesi ai domiciliari, in cambio della promessa di disintossicarsi.Arrestato per minacce aggravate, lesioni, porto abusivo di oggetti atti ad offendere e resistenza a pubblico ufficiale, all’interrogatorio di convalida ha chiesto aiuto per uscire dall’alcolismo. E l’aiuto è arrivato dal procuratore capo Paolo Auriemma, che invece di procedere con la direttissima, ha dato tempo al difensore Federica Ambrogi di attivarsi presso il Sert per un percorso di recupero, con la possibilità, in caso di risposta positiva, di chiudere la vicenda con un patteggiamento e il relativo sconto di un terzo della pena. E così è stato. 

“E’ una persona buona, ma quando beve esce di senno”, ha spiegato in aula il maresciallo De Fusco. Ma non sarebbe un alcolista: “Quando beve lo fa perché si vuole ubriacare e lo fa con i superalcolici, tipo la vodka, non è un bevitore abituale, non è dipendente dall’alcol. Succede un paio di volte l’anno e ogni volta la fa grossa”, ha spiegato De Fusco. 

Il processo è stato rinviato al 18 dicembre, quando saranno sentite le altre parti offese. 


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