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Per un fischietto da arbitro, detenuti accerchiano e minacciano un agente

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

 

Viterbo - Il carcere Mammagialla

Viterbo – Il carcere Mammagialla

Viterbo – “Ti faccio bruciare vivo, anzi ti brucio con le mie mani”. Per un fischietto usato per arbitrare la partita, due detenuti del carcere di Mammagialla si sono messi nei guai, finendo sotto processo per minacce a un agente della polizia penitenziaria.  

Era il 2014 e i detenuti avevano appena disputato una partita, molto sentita dalla popolazione carceraria. Al termine, quando uno degli agenti si è avvicinato ai reclusi-arbitri, per farsi restituire i fischietti, ne sarebbe scaturito un alterco degenerato in pesanti minacce. 

In breve sei-sette detenuti avrebbero fatto capannello attorno all’agente, che nel frattempo aveva già recuperato i fischietti, accerchiandolo in un crescendo di proteste. Due di loro, i più aggressivi, gli si sarebbero fatti sotto, urlandogli con tono minaccioso: “Ti faccio bruciare vivo, anzi ti brucio con le mie mani”. Entrambi italiani, sono uno originario del frusinate e l’altro della provincia di Perugia. Sembra che uno dei due volesse tenere per sè il fischietto.

Denunciati, sono finiti sotto processo davanti al giudice Giacomo Autizi. Uno di loro, che ha scelto l’abbreviato, è stato assolto ieri, nonostante il pm avesse chiesto una condanna a quattro mesi, perché, come ha sottolineato la difesa, in realtà  nessuno dei testimoni lo avrebbe sentito gridare quella frase. Una frase che avrebbe invece urlato l’altro imputato, la cui posizione è stata stralciata. Il processo, per lui, è stato rinviato al 14 settembre, davanti a un altro giudice, dopo che Autizi, avendo già emesso una sentenza sulla vicenda, ha chiesto di astenersi. 


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