Viterbo – “Una ferocia inaudita”. La dirigente della Digos Monia Morelli non usa mezzi termini per definire la brutale e violenta aggressione dello scorso febbraio in via Valle Piatta, nel pieno centro storico di Viterbo.
Video: I filmati della brutale aggressione – Gli inquirenti: “Un pestaggio di una ferocia inaudita”
Vittima, uno studente universitario di 25 anni. “Lo hanno riempito di calci e pugni, in pieno volto e all’addome. Ripetutamente – spiega Morelli -. Esanime e in un lago di sangue hanno continuato a pestarlo, con il tergicristalli di un’auto e con una cintura”.
Gli aggressori erano almeno in nove. E grazie alle telecamere di sorveglianza di un’abitazione, i poliziotti della questura di Viterbo sono riuscirti a identificarne sei. Due sono indagati a piede libero, e quattro sono finiti ai domiciliari con l’accusa di lesioni gravissime in concorso.
Gli arrestati hanno tra i 19 e i 26 anni, e sono tutti di Viterbo. Il più piccolo frequenta ancora le superiori, gli altri sono lavoratori.
Si tratta di:
Davide Randisi, nato il 13 febbraio 1997
Raffaele Laureti, nato il 12 settembre 1997
Andrea Rossi, nato il 25 febbraio 1997
Federico Alfonsini, nato il 10 ottobre 1990.
Sono finiti ai domiciliari su disposizione del gip Savina Poli, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Fabrizio Tucci.
Per la dirigente della Digos Morelli, i motivi del pestaggio sarebbero “futili”. E al termine delle indagini sarebbe stato “escluso il movente politico, inizialmente ipotizzato”. E’ la notte tra venerdì 24 e sabato 25 febbraio. Sono le 2,41 quando gli aggressori iniziano a massacrare di calci, pugni e cinghiate il 25enne. A raffica, e per un interminabile minuto. Lo lasciano a terra, esanime e in un lago di sangue. Poi scappano.
Poco prima ci sarebbe stata una lite nei pressi di un locale in via del Ganfione, dove il branco avrebbe cercato di entrare. A tutti i costi. Un centinaio di ragazzi, che stavano festeggiando tre lauree durante il Carnevale, gliel’avrebbe però impedito. Da qui il pestaggio.
La vittima è finita in ospedale, piena di lividi, il naso rotto e un trauma cranico. Ne ha avuto per cinquanta giorni.
Il video del feroce pestaggio
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.





