Viterbo – “Avevo una voce in testa che mi diceva di buttarla giù”. Samuele Viale, 19 anni a luglio, lo avrebbe detto agli inquirenti confessando l’omicidio di Giuseppina Casasole, 60enne di Viterbo.
I carabinieri lo hanno arrestato all’alba di mercoledì con l’accusa di aver ucciso, volontariamente, Giuseppina Casasole. La donna, intorno alle 23 del 30 maggio scorso, è stata trovata senza vita in un dirupo in località Vallone san Giovanni a Limone Piemonte, in provincia di Cuneo. Morta dopo un volo di cinquanta metri.
Nel primo pomeriggio Giuseppina era uscita per una passeggiata col cane, senza più fare ritorno a casa. La figlia, minorenne, non vedendola rientrare ha così chiesto aiuto ai carabinieri che hanno immediatamente iniziato le ricerche. Fino alla tragica scoperta.
I militari hanno subito scartato l’ipotesi dell’incidente, e al termine delle indagini sono riusciti a risalire al giovane che l’avrebbe uccisa. Il 19enne, di Limone Piemonte, arrestato su ordine della pm Carla Longo della procura di Cuneo, avrebbe confessato l’omicidio. “Avevo una voce in testa che mi diceva di buttarla giù”, avrebbe detto agli inquirenti Viale, che da poco aveva lasciato il reparto di psichiatria dell’ospedale di Cuneo dove i genitori lo avevano fatto ricoverare per una precedente crisi.
Il giovane avrebbe detto ai carabinieri di aver colpito Giuseppina con un violento calcio sulla schiena mentre stava raccogliendo dei fiori sul ciglio del dirupo, facendola precipitare per cinquanta metri. Il 19enne, tossicodipendente, sarebbe stato sotto l’effetto di droga.
Giovedì mattina l’interrogatorio di garanzia davanti al gip del tribunale di Cuneo. Il giudice ha convalidato l’arresto disposto dalla pm Longo, e ordinato di rinchiudere Viale nel carcere delle Vallette di Torino. Nelle ultime ore, sul suo profilo Facebook, il giovane è stato sommerso d’insulti.
