Bolsena – Ventenne muore per arresto cardiocircolatorio. Senza alcun segno premonitore. Ci sono voluti dieci anni per chiudere il caso. Senza colpevoli. La tragedia è avvenuta la sera del 7 giugno 2007 a Bolsena. L’ambulanza era senza defibrillatore. Sotto accusa sono finiti il governatore della Misericordia e un volontario.
Il governatore, nel frattempo deceduto, è stato processato per omicidio colposo e assolto dopo cinque anni. Per il volontario, oggi 53enne, pochi giorni fa è arrivata la prescrizione. La madre della vittima, nel frattempo, dopo la tragica scomparsa del figlio, ha fondato una onlus impegnata da un decennio a donare defibrillatori.
E’ di questi giorni il definitivo epilogo giudiziario del caso di Andrea Massari, il 24enne di Siena morto a Bolsena la sera del 7 giugno 2007 in seguito a un malore che lo aveva colto mentre stava seduto ai tavolini di un bar con alcuni amici. Sul posto si precipitò un’ambulanza della Misericordia, ma nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori il suo cuore non riprese a battere. A bordo non c’era il defibrillatore.
Il governatore fu assolto il 2 ottobre 2012, ma gli atti furono rinviati alla pm Paola Conti per il volontario che quella sera prese l’ambulanza. Il pm ha chiesto l’archiviazione, ma il gip si è opposto e così solo pochi giorni fa, dopo altri cinque anni e ben dieci dalla morte di Andrea, il volontario, difeso dall’avvocato Vincenzo Dionisi, si è ritrovato davanti al gup Savina Poli, che si è riservata di studiare le carte e poi ha decretato l’estinzione del reato per prescrizione.
La madre Dilva Genovesi, nel frattempo, dopo la drammatica scomparsa del figlio, ha fondato in suo nome l’associazione Andrea Massari onlus, il cui scopo è donare defribillatori: “Per arginare – ha spiegato decine di volte la signora Dilva- il fenomeno delle morti improvvise per arresto cardiocircolatorio di quanti, pur avendo un cuore sano, restano vittime di questo evento e molto spesso non sono soccorsi con tempestività”.
All’udienza preliminare i familiari, parti civili nel processo al governatore della Misericordia, non si sono nemmeno presentati. Sarebbe stato impossibile un rinvio a giudizio. “A prescindere dalla questione di merito – scrive il giudice – occorre rilevare che il reato si è estinto per prescrizione. Trattasi, infatti, di ipotesi non aggravata per la quale, pertanto, non è previsto il raddoppio dei termini di prescrizione, pari ad anni sette e mesi sei, è dunque, ad oggi, interamente decorso, in quanto il reato risulta commesso in data 7 giugno 2007. Il procedimento deve pertanto essere archiviato”.
Silvana Cortignani
