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Marta – Avrebbe picchiato e minacciato la nonna per anni il nipote accusato di maltrattamenti ed estorsione ai danni dell’anziana, nel frattempo deceduta. Lo ha spiegato al giudice Silvia Mattei un carabiniere che conosce bene il caso.
Il calvario della poveretta sarebbe iniziato a Farnese, dove abitava con il giovane, alcolista e tossicodipendente. Poi sarebbe proseguito a Marta, dove la donna si è trasferita lasciando la casa al nipote, che però non avrebbe voluto saperne di vivere da solo.
“Nonostante un periodo in comunità e un allontanento, è tornato da lei. Una volta lo abbiamo sorpreso mentre forzava una finestra per introdursi in casa. L’ha picchiata, minacciata e maltrattata per anni e anni”, ha ricordato il militare.
Tra denunce, processi e diverse condanne, la convivenza è proseguita fino all’11 luglio 2012 quando il giovane ha cacciato la nonna da casa, lasciandola letteralmente in mezzo alla strada, tenendosi le chiavi. Sul posto, oltre ai carabinieri, è intervenuto anche il parroco del paese e la sorella della vittima.
“L’anziana ha poi trovato rifugio dalle suore di Farnese”, ha detto il carabiniere. Il giorno dell’ultima aggressione, nella camera del nipote furono sequestrate decine di bottiglie di vino e liquori vuote. Mentre la nonna urlava in mezzo alla strada chiedendo disperatamente aiuto ai passanti, lui era andato al bar a bere un drink.
Il giudice ha rinviato l’udienza a ottobre per verificare se l’imputato soffra di una dipendenza patologica e sia stato curato.

