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Cellere – “Vai fuori di casa, puttana”. In una frase, un Capodanno da dimenticare. Tanto che per far testimoniare la presunta vittima, a distanza di sei anni, ieri il giudice ha dovuto farla accompagnare in aula dai carabinieri.
Protagonista una romena che nel gennaio 2011 ha denunciato un connazionale, suo convivente da due mesi, finito sotto processo davanti al giudice Rita Cialoni per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e minacce.
La notte tra il 31 dicembre 2010 e il primo gennaio 2011 la goccia che ha fatto traboccare il vaso, al culmine di due mesi di terrore.
“Stavamo festeggiando a casa, lui era ubriaco, io e mia sorella gli abbiamo chiesto di abbassare il volume della musica. Lui mi ha presa per il collo e come altre volte mi ha detto che ero una puttana, che andavo con tutti gli uomini e mi ha cacciata di casa”, ha raccontato.
La donna, che ha festeggiato l’anno nuovo al pronto soccorso per le botte prese, ne ha preso atto: “L’ho denunciato e me ne sono andata. Era la terza volta in due mesi che mi picchiava, minacciava di non restituirmi i documenti che mi aveva preso. Ho lasciato il lavoro di bracciante agricola nelle campagne di Cellere e sono andata a fare la badante”.
Una storia da dimenticare: “Non è che non volessi testimoniare – ha detto – ma ho il lavoro, vado e vengo dalla Romania, ormai mi sono scordata di lui e di quello che mi ha fatto passare”.
Sentenza il 22 gennaio 2018.

