Vallerano – (r.s.) – Nessuna giustificazione. Per Paolo Crepet, psichiatra, “chi ha sparato a Willy è solo un delinquente”. Nessuna attenuante per chi si è macchiato della sua uccisione. “La psicologia – dice Crepet – non giustifica sempre tutto. Gli animali non si ammazzano, punto e basta”. Dietro la morte del meticcio “non può esserci altro, se non delinquenza”.
Willy viene preso a fucilate la mattina del 4 luglio, nel pieno centro storico di Vallerano. Da casa si era allontanato per una passeggiata. Pochi metri, fino a quella che la sua padrona indica come “zona Colle. Tra vicolo Angusto, via della Mola, via del Pregresso e via san Bartolomeo”. Qui, Willy, viene raggiunto da un proiettile, esploso da un fucile ad aria compressa.
Con difficoltà, riesce a tornare indietro. Si lamenta. Sullo sterno ha una piccola ferita, e la corsa dal veterinario è immediata. Al dottor Filippo Francesini basta una radiografia per vedere che Willy, sulla sesta vertebra, tra il polmone e il cuore, ha conficcata una pallottola di 7,5 millimetri.
In poche ore, viene operato due volte. Dal dottor Francesini, e dal collega Stephan Ziegler della clinica veterinaria della Tuscia di Montefiascone. Due interventi chirurgici al torace, complessi e rischiosi. Ma riescono bene. Willy, ora, ha solo bisogno di qualche giorno di riposo. Si deve riprendere. Ma giovedì viene trovato morto, a soli quattro anni. I veterinari ce l’hanno messa tutta per salvargli la vita, ma le ferite provocate da quel maledetto proiettile non gli hanno lasciato scampo.
Tre anni fa Willy era già stato preso a fucilate. Sempre a Vallerano. Sempre nella stessa zona.
Dopo la morte, la sua padrona ha sporto denuncia. Contro ignoti. Ma i carabinieri, che hanno subito fatto scattare le indagini, avrebbero già una pista.


