Lubriano – L’ultimo regalo dell’avvocato Franco Fiorani: le offerte raccolte durante il funerale saranno devolute alla onlus Le note di Fra’, l’associazione nata in memoria di Francesco Medori, scomparso a soli 26 anni per un male incurabile. “Dobbiamo essere pronti ad aprire le braccia, ogni volta che ce n’è necessità – dice don Luigi nell’omelia -. Dobbiamo essere pronti anche ad aprire il portafoglio, perché in questa vita vale solo ciò che possiamo fare per i meno fortunati. Apriamo le tasche. Sosteniamo i bisognosi, per dargli serenità e speranza. Donare è gioia. Essere vicino a chi soffre è gioia. Gioia vera, profonda. Una gioia che nessuno ci può togliere”.
Multimedia: Lubriano – Il funerale di Franco Fiorani – video
Don Luigi parla dall’ambone della chiesa di san Giovanni Battista, a Lubriano. “Questa è una circostanza speciale – dice -. Siamo qui perché la cosa più bella che possiamo fare per chi ci ha preceduto sulle vie del paradiso , è pregare”. E in tanti, ieri, hanno pregato e accompagnato nell’ultimo viaggio l’avvocato Fiorani, morto dopo un fatale e tragico incidente in sella alla sua bici. In tanti si sono stretti al dolore lancinante della mamma Maria Pia, del figlio Sebastian, dei fratelli Carlo e Rita, della compagna Milena.
Gli amici di una vita, i colleghi. Ieri c’erano tutti. Chi in piedi, chi seduto sui banchi intorno al feretro. “Insieme abbiamo combattuto tante battaglie, e ora ci manchi. Ci manchi tanto. In tribunale, tutte le mattine, continuiamo a cercarti, e continueremo a farlo a lungo”, è il ricordo, commosso, dell’avvocato Savina Forgittoni. Parla dall’altare, a nome di tutti i colleghi.
Sul sagrato della chiesa, decine di corone di fiori. In piazza, due striscioni. “Uomo di sport, uomo di vita, uomo d’altri tempi… Ciao Franco”, recita il primo. Fiorani infatti, oltre a essere uno stimato avvocato, era un grandissimo sportivo, appassionato di ciclismo e calcio. La Lazio era la sua squadra del cuore. Non ne perdeva mai una partita, seduto, quando poteva, in curva nord. E la Lazio lo ha voluto salutare con uno stendardo, appeso su una casa accanto la chiesa. Sullo sfondo biancoceleste, la scritta: “Ciao Franco. Un saluto da tutti noi, con la Lazio sempre nel cuore. Caro Franco, non finisce qua. Il tuo volto e il tuo sorriso in eterno resteranno”.
E i colori della Lazio sono anche sulla bara legno chiaro, protetta da un cuscino di rose bianche. A sottolineare, ancora una volta, uno dei principali campi di battaglia di Fiorani: gli stadi, oltre, ovviamente, alle aula di giustizia. In realtà, per lui, veniva sempre prima la toga e poi lo sport.
Una chiesa gremita quella di piazza san Giovanni Battista, affollata già alle 13, quando il feretro di Fiorani è tornato a casa. Dal policlinico Gemelli di Roma, dove l’avvocato è morto lunedì poco prima dell’1. Ha lottato per ore, dopo il tragico incidente di domenica mattina. Era da poco passate le 8 quando l’avvocato, appena uscito di casa in sella alla sua bici, ha impattato violentemente contro il muro alla fine della ripida discesa di via Monarchi, alle porte di Bagnoregio.
Il video dei funerali dell’avvocato Franco Fiorani
Chi ha assistito all’incidente ha subito chiamato i sanitari del 118, intervenuti con l’elisoccorso. Fiorani sarebbe andato più volte in arresto cardiaco. Prima sul luogo dello schianto e poi al Gemelli, dove è stato trasportato in codice rosso e in condizioni critiche. Ha lottato per ore, ma nella notte è morto. Ora sul luogo dello schianto restano mazzi di fiori, un lumino e una maglietta da ciclista. E’ il ricordo dei parenti, degli amici e dei tanti che conoscevano l’avvocato Franco Fiorani.






