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Tuscania – Ed ecco che, dal nulla, spunta Vittorio Sgarbi.
Il critico d’arte, opinionista e scrittore, noto per il suo inappuntabile aplomb, è piombato a Tuscania ieri mattina. All’alba. Di rientro da Castellabbate dove, come direttore artistico, ha curato una serie di mostre inaugurate in occasione della celebrazione del premio Pio Alferano 2017. Premio voluto dal presidente della fondazione omonima, Santino Carta.
Un’improvvisata top secret, privata e in via del tutto eccezionale… per un ospite d’eccezione.
Fotogallery: Blitz di Sgarbi a Tuscania
Sgarbi voleva visitare a tutti i costi le chiese romaniche di Tuscania, San Pietro e Santa Maria Maggiore. Detto, fatto. E i recenti problemi di salute di cui ha ancora qualche strascico, con annesse corse in ospedale, non lo hanno scoraggiato. Qualche ora di sonno alla casa vacanze Casa Desdy e poi subito in giro ad ammirare da vicino i due gioielli dell’arte medievale.
San Pietro, tra l’altro, gode di una notorietà senza pari anche come set cinematografico: Zeffirelli la scelse per il suo “Romeo e Giulietta”, mentre gli interni della chiesa furono ricostruiti meticolosamente a Cinecittà per fare da cornice alla scena finale di “Ladyhawke”, con un’incantevole Michelle Pfeiffer.
E, quindi, che fai? Arriva Sgarbi… non lo accogli come si deve? Nonostante l’orario proibitivo e il poco preavviso, a Tuscania si sono organizzati. Ad accompagnare il critico d’arte, una piccola “scorta” composta da amici, vigili urbani e custodi che lo hanno assecondato nel suo vagabondaggio. Con la regia e complicità a distanza del sindaco di Tuscania Fabio Bartolacci e dell’amica del critico Valeria Conticiani.
Con l’occasione, è passato anche al laboratorio di Alessandro Sicioldr, giovane e talentuoso artista tuscanese che, il 22 luglio scorso, ha esposto i suoi lavori anche a Castellabate (Salerno) per la collezione “I novantiani”.
Sgarbi, del resto, non è nuovo a questi blitz last minute nella Tuscia. Nel 2014, dopo aver partecipato all’inaugurazione del museo civico di Viterbo, pretese di passare per Ronciglione. E Ronciglione fu, anche lì con sindaco e capannello di curiosi al seguito, sempre in giro per chiese – il Rosario e la Provvidenza – e centro storico. Lo stesso fece a Caprarola e a Tarquinia.
Per non parlare del suo tour de force sotto la Macchina di Santa Rosa nel 2015: alla location vip e statica di palazzo dei Priori ha preferito seguire l’intero trasporto accanto ai facchini, dalla benedizione in articulo mortis al bagno nello spumante dopo la posa al santuario. Un uomo che è tutto emozione e istinto. E che non te le manda neanche a dire quando gli girano… ma poi gli passa. E va a finire che quello che tutti ricordano – come Viterbo definita da Sgarbi “questa cazzo di città” – lui se l’è già scordato.
Difficile che a Tuscania fosse solo gita di piacere. Quello di Sgarbi dev’essere stato un vero e proprio sopralluogo esplorativo. Probabilmente per capire se, quando e come sia realizzabile qualche iniziativa culturale che il critico ha in cantiere.
Qualcuno, in città, parla già di fantomatici “salotti letterari”… Si vedrà. Certo è che in pochi – nativi o meno – si lasciano incantare così tanto da questa provincia come Vittorio Sgarbi.
Holly Golightly









