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Viterbo – Esattorie spa, rinviati a giudizio padre e figlia. Parte civile il Comune di Viterbo.
Alla sbarra Carlo e Sandra Marcucci, amministratori fino al 2013 della società, accusati di peculato per il buco di quattro milioni di euro nelle casse di Palazzo dei Priori. Tributi riscossi da Esattorie spa, ma mai versati.
Davanti al gup Savina Poli, già lo scorso aprile, in apertura di udienza preliminare, la figlia era pronta a patteggiare un anno e otto mesi, con lo sconto di un terzo della pena.
Ma la richiesta di patteggiamento ieri è stata rigettata e così entrambi dovranno comparire davanti al collegio il prossimo 10 ottobre per essere processati col rito ordinario.
Peculato è l’ipotesi di reato contestata dal sostituto procuratore Paola Conti, titolare delle indagini condotte dalla guardia di finanza.
Un’indagine nata dagli esposti del sindaco Leonardo Michelini e del dirigente del settore comunale ragioneria Stefano Quintarelli.
Sempre nell’udienza di ieri si è costituito parte civile il Comune di Viterbo, rappresentato dall’avvocato Alessandro Diddi.
Il difensore dei Marcucci, l’avvocato Manlio Morcella del foro di Terni, aveva concordato una pena di un anno e otto mesi, col beneficio dello sconto di un terzo previsto dal rito alternativo. Ma in caso di peculato il patteggiamento è ammissibile solo se si restituisce integralmente il profitto del reato.


