Acquapendente – “Ho sparato per difendermi”. L’agricoltore 57enne di Acquapendente, arrestato per aver esploso un colpo di fucile al figliastro di 22 anni, ha risposto a tutte le domande del gip. Ieri, nelle aule del tribunale di Viterbo, per l’interrogatorio di convalida, al termine del quale il giudice per le indagini preliminari Savina Poli ha confermato i domiciliari. L’uomo resta così recluso in casa, per lesioni personali aggravate.
Stando alla ricostruzione degli inquirenti, nel primo pomeriggio di giovedì, subito dopo il pranzo e nella casa di campagna del 57enne, tra l’uomo e il figlio della compagna sarebbe esplosa una lite per futili motivi. Il giovane sarebbe andato subito in escandescenza, lanciando in aria alcune sedie. Avrebbe poi impugnato un bastone e, sceso in cortile, si sarebbe scaraventato contro l’auto del patrigno, rompendo il lunotto posteriore.
L’agricoltore sarebbe così andato in camera. Avrebbe estratto dall’armadio un fucile da caccia calibro 12 e da una finestra avrebbe esploso un colpo, ferendo il 22enne alle gambe. “Era l’unica cosa che potevo fare – ha detto l’arrestato al gip, difendendosi in aula -. Dovevo fermarlo, sennò chissà come sarebbe andata a finire. Non volevo ucciderlo, altrimenti non avrei sparato in basso. Volevo soltanto difendermi”.
Sarebbe stato lo stesso 57enne a chiamare medici e carabinieri. I militari di Acquapendente, Grotte di Castro e del nucleo operativo di Montefiascone hanno arrestato l’uomo, su disposizione della pm Paola Conti. I sanitari del 118, invece, hanno trasportato il 22enne all’ospedale Belcolle di Viterbo, dove è stato ricoverato per “ferite multiple e circolari da fucile a pallini, sulla coscia destra e sinistra. E per una ferita circolare sul fianco destro”.
Il giovane ne avrà per trenta giorni, ma non sarebbe in pericolo di vita. “E’ un ragazzo problematico – spiega il difensore dell’agricoltore, l’avvocato Vincenzo Dionisi -. Già in passato era stato aggressivo nei confronti della madre e del patrigno. Ma stavolta è andato oltre, dimostrando di essere socialmente pericoloso.
Il mio assistito è cardiopatico. Ha già avuto un infarto, e giovedì ha rischiato grosso. Avrebbe potuto avere un attacco cardiaco.
Si è solo difeso, dopo che il ragazzo gli si è scagliato contro, aggredendolo con un bastone e un coltello. Ora stiamo valutando una serie di azioni a nostra tutela. Inizieremo dalla richiesta di interrogatorio della pm Conti, perché non abbiamo nulla da nascondere”.

