Viterbo – (g.f.) – “Se la società ha un problema, perché devono pagare i cittadini?”. Rifiuti e rischio rincaro tariffa per lo smaltimento. A Gianluca De Dominicis (Movimento 5 stelle), il dubbio viene. In seconda commissione.
Riunione chiesta da Giulio Marini (FI), dopo la comunicazione da parte di Ecologia Viterbo, società che gestisce l’impianto a Casale Bussi. Dove a giugno un incendio ha reso inutilizzabile parte dei macchinari. Con conseguente aggravio dei costi per lo smaltimento rifiuti. Da portare altrove.
“Ecologia Viterbo – spiega Marini – con una lettera chiede ai comuni d’appostare soldi in bilancio in vista di un rincaro richiesto, da 117 euro a 171 a tonnellata. Un aumento considerevole. Che inciderebbe in modo significativo sul bilancio del comune”. E a cascata sui cittadini, con la tariffa.
Il documento è distribuito ai consiglieri. Fotocopie. Di una lettera arrivata al comune non di Viterbo, ma di Bolsena. A Sergio Insogna (Psi) non è sfuggito. Al capoluogo manco è arrivato?
“Subito dopo l’incendio – ricorda Tofani – nella riunione in prefettura, la società fece presente come i costi di smaltimento potessero cambiare. Da quel giorno, atti ufficiali non sono arrivati”.
Quindi il comune vuole continuare a pagare la stessa tariffa. Anche se c’è un’ordinanza della regione in cui si spiega come i maggiori costi siano a carico dei comuni. Non dell’ente.
“Ma se deve essere impugnata – fa notare De Dominicis – i tempi sono stretti, fino al 4 agosto”. A palazzo dei Priori, dell’ordinanza regionale cosa intendono fare? Mandarla in discarica?
“Fateci sapere – incalza Gianmaria Santucci (Fondazione) – cosa volete fare e riconvocateci, possibilmente prima del 4 agosto”. Dopo sarebbe tardi.
A giorni la giunta si riunisce per stabilire come e se appellarsi all’ordinanza regionale e come rispondere alla richiesta di rincaro tariffa. La riunione si chiude. L’argomento non proprio.



