Viterbo – Picchia la madre e tenta di darle fuoco. Accusato di tentato omicidio, avrebbe voluto patteggiare una pena inferiore ai tre anni per lesioni gravissime, ma il giudice per le indagini preliminari ha detto no. Nonostante il via libera del pm Massimiliano Siddi, il gip Francesco Rigato ieri, a sorpresa, ha rigettato la richiesta.
Si tratta del viterbese 42enne arrestato in piena notte lo scorso mese di novembre dalla polizia, intervenuta in una via del centro dove era stata segnalata una persona a terra, una donna ultraottantenne con il femore fratturato dalla cui abitazione, poco prima, erano state sentite le sue grida.
La presunta vittima è stata portata a Belcolle. Nell’appartamento, a terra, frammenti di vetro e macchie di sangue. Vicino alla camera dell’anziana, invasa da un forte odore di alcol, due bottiglie: una vuota contenente all’origine diluente nitro, una di alcool etilico e alcuni fiammiferi, diversi dei quali usati. Il figlio avrebbe prima picchiato la madre, poi le avrebbe versato il diluente sul corpo, provando a incendiarla.
Il 42enne, pluripregiudicato, con a carico diversi precedenti per reati contro la persona, alla luce degli inconfutabili indizi, è stato tratto in arresto per tentato omicidio e minacce aggravate e associato alla casa circondariale di Viterbo. La procura ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato.
La difesa ha chiesto il patteggiamento della pena. La madre, nel frattempo si è ripresa e la coppia, nonostante i precedenti, vivrebbe di nuovo insieme insieme, come confermato dall’avvocato Luigi Mancini, che assiste l’anziana. Il pm ha concesso la riqualificazione del reato, da tentato omicidio a lesioni gravissime.
Poi la sorpresa di ieri, col giudice per le indagini preliminari che, a sorpresa, ha rigettato la richiesta. Si ripartirà quindi dalla fissazione di una nuova udienza per il giudizio immediato, per tentato omicidio o, come appare più probabile, direttamente per lesioni gravissime, dopo di che la difesa potrà , se crede, tentare di nuovo la richiesta di riti alternativi, patteggiamento o abbreviato.
