Viterbo – Sono passati due anni dalla tragica morte di Giuseppe Centamore, il 16enne che ha perso la vita in una piscina in Francia. Era il 30 giugno 2015. E oggi, a ventiquattro mesi di distanza, verrà celebrata una messa in suo ricordo. Alle 18,30 nella chiesa della Quercia.
Peppe, come tutti lo conoscevano, muore mentre stava nuotando. Il suo corpo è stato risucchiato da uno dei depuratori della piscina del camping La Petite Camargue ad Aigues-Mortes, in Francia. Il 16enne è rimasto bloccato sott’acqua, davanti agli occhi increduli dei genitori e della sorellina. Erano in vacanza.
Le condizioni di Giuseppe sono subito apparse critiche. Trasportato in elicottero all’ospedale universitario di Nimes, è morto nella notte. Era un nuotatore provetto: solo due mesi prima di morire aveva ricevuto l’ennesimo riconoscimento dalla Larus.
Poco dopo la morte è stata eseguita l’autopsia , che ha confermato la dinamica accertata dalle indagini: decesso per annegamento. Tra fine febbraio e inizio marzo 2016, invece, l’esito delle perizie sulla piscina. Giuseppe è stato ucciso da un depuratore troppo potente. Il padre Salvatore ne è sempre stato convinto. “Non un malore a stroncare la vita di mio figlio – ripete da due anni – ma una pompa d’aspirazione che non ha mai allentato la presa”.
