Viterbo – Insoddisfatto del lavoro, la denuncia: “Mi ha messo le mani in bocca, ma non era dentista”. Ma il giudice la assolve, perché il fatto non sussiste.
La dottoressa, igienista dentale di un’ambulatorio del capoluogo, finisce nel mirino della procura di Viterbo e poi sotto processo per esercizio abusivo della professione medica e carenza di autorizzazioni, dopo il sopralluogo, in ambulatorio, dei Nas. “I carabinieri – spiega la pm nella requisitoria – hanno trovato solo una richiesta di autorizzazione, datata 2008. Un’autorizzazione che dalla regione non è mai arrivata. In quell’ambulatorio, pieno di macchinari e quindi perfettamente funzionante, non si poteva operare”.
La procura ha chiesto un mese di reclusione. Richiesta di provvisionale, invece, dalle parti civili: un muratore e il figlio. “Il muratore – dice l’avvocato – ha subito un grave danno all’apparato dentario: dolori, difficoltà a masticare e deglutire. L’imputata l’ha operato come fosse una dentista, tentando anche la maldestra estrazione di un dente. Ma non poteva farlo, perché è solo un’igienista dentale”.
Per la difesa, “la dottoressa si è limitata a eliminare il tartaro dai denti del paziente, che aveva raggiunto le radici. Quell’ambulatorio, inoltre, era un semplice studio medico, che non aveva bisogno di autorizzazioni. Tutti quei macchinari, che come specificato dai Nas non sono mai stati usati, servivano a un futuro poliambulatorio che sarebbe entrato in funzione solo dopo l’ok della regione, a cui era stata fatta richiesta di autorizzazioni”.
Sentiti le parti, la sentenza del giudice Silvia Mattei. L’igienista dentale è stata assolta perché “il fatto non sussiste”.

