Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore,
sono la mamma, orgogliosa, di una ragazza quindicenne, che tra le sue innumerevoli doti ha, anche, il privilegio di essere dislessica e disortografica.
La dislessia è stata ed è una presenza costante del suo percorso di vita e scolastico. Percepita, inizialmente, come sua acerrima nemica, è ora considerata parte essenziale del suo essere.
Il “bollino” della certificazione le ha “regalato”, inizialmente, diffidenza e pregiudizi da parte di alcuni docenti che non sono stati in grado di andare oltre una diagnosi.
Tante le umiliazioni subite che sono, però, esplose e tramutate in una forza interiore, strumentalizzata per dimostrare, a se stessa e a chi non credeva in lei, il suo valore e la sua determinazione.
Oggi, a quindici anni, mia figlia ha la consapevolezza che la dislessia non è una malattia, ma è un modo diverso e privilegiato di percepire la realtà. Nonostante il suo carattere testardo e orgoglioso non sarebbe mai giunta a tale consapevolezza e non avrebbe conseguito dei risultati così eccelsi, se non avesse avuto la fortuna di intrecciare il suo cammino con dei docenti straordinari che le hanno trasmesso il valore dell’impegno, del non arrendersi davanti a un ostacolo, che hanno saputo guardare oltre le apparenze e i pregiudizi per percepire quella sottile linea che fa la differenza.
In questa nostra realtà, in cui troppo spesso la crisi e la mediocrità colpiscono la scuola, mi sento in dovere, al termine di questo primo anno di scuola superiore, di rivolgere un pensiero di infinita gratitudine, di stima e di riconoscenza a tutti i professori del primo liceo artistico, sezione C, dell’istituto Francesco Orioli di Viterbo perché con dedizione, con infinita umanità, con estrema professionalità hanno dimostrato che lo strumento compensativo migliore per un ragazzo dsa è avere un insegnante che crede in lui e nelle sue potenzialità.
Un grazie speciale vorrei rivolgerlo alla dirigente, Simonetta Pachella, che ha permesso di respirare in questa scuola un’aria ricca di umanità, di serenità e di professionalità, garantendo, in una realtà cosi variegata e complessa come quella dell’istituto Orioli, il rispetto e la condivisione.
Un pensiero riconoscente vorrei rivolgerlo a chi, durante la scuola media ha, sempre, creduto in mia figlia spronandola e sostenendola. Il professor Micheli, che con professionalità le ha insegnato a credere che ognuno di noi è una stella che ha il diritto di trovare nel firmamento la sua posizione di cielo in cui brillare. Il professor Zanotti, le professoresse Giontella, Fosci e Fiorucci che le hanno permesso di capire che ogni individuo è unico e irripetibile, e in quanto tale va rispettato e incoraggiato.
Ognuno di questi docenti ha lasciato nella vita di mia figlia un segno indelebile diventando un insegnante di vita prima ancora che di cultura, permettendole di riscattarsi e di acquisire quella stima e quella fiducia che le permetteranno di essere sempre fiera e orgogliosa di se stessa e consapevole che l0attenzione a non ferire è la più alta forma di rispetto.
Spero che questo mio breve scritto possa essere reso noto, perché anche il buono possa far notizia testimoniando che la nostra realtà scolastica è ricca di infinite e preziose risorse che troppo spesso vengono sottovalutate.
Cordiali saluti,
Daniela Albanesi
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