Viterbo – Sbarchi di richiedenti asilo a Civitavecchia. Se necessario, per alleggerire i porti siciliani.
Non un hotspot permanente, ma solo in caso di necessità.
Una decisione al centro di un incontro a Roma, cui pure il sindaco Cozzolino avrebbe preso parte e ieri c’è anche stato un sopralluogo.
Civitavecchia non diventerebbe come Trapani, Taranto, Lampedusa o Pozzallo, permanente. Ma sarebbe d’appoggio, visto l’alto numero di navi in arrivo in queste ore.
Una decisione che vede la forte contrarietà del primo cittadino. “Civitavecchia – ha detto Antonio Cozzolino – non è nelle condizioni di diventare un hotspot per l’accoglienza dei migranti”.
Il primo cittadino ha rincarato: “Il porto non è pronto e se il ministero continuerà su questa pericolosa strada, dovremo affrontare un’emergenza difficile, se non impossibile, da gestire”.
Dubbi che Cozzolino ha fatto presente a livello governativo e per i quali non ha ricevuto le rassicurazioni che si aspettava: “Solo generici vedremo…”.
Il sindaco ritiene inidoneo il posto, la banchina 28 e quelli che per lui sono i pochi spazi vicini. Ma poi ci sono le interferenze con il traffico auto, ricadute occupazionali negative, problemi con i servizi sociali, polizia locale insufficiente a gestire la nuova mole di lavoro determinata dagli spostamenti.
Fino ad arrivare all’ospedale, già oggi in forte difficoltà nel rispondere ai bisogni del territorio.
Per questo: “Invito il ministro Minniti a rivedere la decisione che non tiene conto del contesto territoriale.
Inoltre, la città ha deciso di fare doverosamente la sua parte in materia d’accoglienza, aderendo al programma Sprar per il quale delibereremo a settembre”.

