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Omicidio di Tuscania, dissequestrati il casale e i mezzi agricoli dell’indiziato

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Angelo Gianlorenzo

Angelo Gianlorenzo

 
Tuscania - Assassinato 83enne - Chi l'ha visto? - Carabinieri in località Castellaccio -

Tuscania – Carabinieri in località Castellaccio 

Tuscania - Assassinato 83enne - Chi l'ha visto? - Carabinieri in località Castellaccio -

Tuscania – Sopralluogo dei carabinieri 

 

Tuscania – Assassinato 83enne – I Ris in località Castellaccio

Tuscania – I Ris in località Castellaccio

 

L'avvocato Marco Valerio Mazzatosta

L’avvocato Marco Valerio Mazzatosta

Tuscania – (sil.co) – Delitto di Tuscania, dissequestrati il casale, gli attrezzi agricoli e il motorino dell’unico indiziato. Potrebbe essere il segnale definitivo che l’inchiesta è a un passo dalla chiusura.

La notizia arriva a dieci giorni dal terzo tentativo di interrogatorio da parte della procura, il 18 luglio, che come gli altri si è concluso con un nulla di fatto.

Si è nuovamente avvalso della facoltà di non rispondere Aldo Sassara, il cognato 75enne di Angelo Gianlorenzo, l’83enne trovato massacrato e senza vita in località Castellaccio, nelle campagne di Tuscania, all’ora di pranzo del 14 agosto 2016.

E’ stato il figlio di Gianlorenzo a trovare il corpo del padre 83enne riverso a terra, nel suo terreno, col cranio fracassato. Per gli inquirenti, dietro l’omicidio ci sarebbe un movente di carattere familiare. Una vecchia diatriba per motivi di proprietà, a colpi di carte bollate e cause civili, tra la vittima e il cognato.

Fin dall’inizio riflettori puntati dunque su Sassara. Ma a distanza di quasi un anno il fascicolo aperto dal sostituto procuratore Massimiliano Siddi con l’ipotesi di omicidio volontario non è ancora chiuso. A carico di Sassara, indagato a piede libero e assistito dagli avvocati Marco Valerio Mazzatosta e Danilo Scalabrelli, nessuna misura di custodia cautelare.

Solo il sequestro del casale, del motorino e dei mezzi agricoli, che gli sono stati restituiti adesso, in seguito all’ennesima istanza della difesa, dopo che le altre erano state tutte rigettate. Ad oggi non è dato sapere l’esito degli accertamenti compiuti dai carabinieri del Ris sulla scena del delitto. 

L’83enne è stato trovato riverso a terra, supino. I vestiti strappati, il torace e il cranio fracassati. Secondo gli inquirenti avrebbe conosciuto il suo aggressore, avrebbero discusso animatamente, Gianlorenzo si sarebbe strenuamente difeso, poi il colpo mortale.

Neanche l’autospia, eseguita dal medico legale Maria Rosaria Aromatario, della Sapienza, pur confermando la morte violenta, i calci e i pugni, è riuscita a individuare l’arma del delitto. Forse un grosso sasso, ma nulla è stato ritrovato sul luogo dell’aggressione.

Il figlio della vittima, assistito dall’avvocato Giovanni Bartoletti, ha fatto appello anche a Chi l’ha visto?, “Chi ha ucciso, si costituisca”, nella speranza di dare un nome all’assassino.

Ad oggi, la morte di Angelo Gianlorenzo resta avvolta nel giallo. “Nessuna traccia sull’unico indiziato, niente nel casale, sul motorino o gli attrezzi agricoli, dissequestrati dopo quasi un anno”, ribadisce la difesa. 

“Incensurato e benvoluto da tutti”, torna a dire l’avvocato Marco Valerio Mazzatosta. “Contro di lui solo indizi, ma gli è stato impedito di lavorare per un anno, a causa del casale sequestrato ha perso perfino tutte le galline”.

Il dissequestro sembra comunque essere un ulteriore segnale, assieme all’ultimo tentativo di interrogatorio, che per gli investigatori le indagini, alla vigilia dell’anniversario della tragica scomparsa dell’anziano, sono giunte alla fine. 

Non resta che aspettare per vedere cosa deciderà a questo punto la procura, se chiudere l’inchiesta con un avviso di fine indagine a carico del 75enne, disporre ulteriori accertamenti in base a quanto emerso (o non emerso) finora oppure chiedere l’archiviazione. 


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