Viterbo – Palazzo degli Alessandri deve rivivere tutto l’anno. Il Consorzio biblioteche ne ha chiesto l’uso, ma durante Caffeina è rimasto chiuso. Filippo Rossi e Andrea Baffo della fondazione ci sono rimasti male. E senza fare polemica fanno polemica, chiedendosi come mai si chieda l’uso di un bene per poi non usarlo, Impedendo la realizzazione di una mostra. Paolo Pelliccia, che del consorzio è commissario, la vede diversamente. C’è un progetto più ampio di recupero. E Caffeina può farne parte. Tutti d’amore e d’accordo. A patto di non pestarsi i piedi. Sennò sono guai.
Come mai palazzo degli Alessandri è rimasto chiuso, nonostante la richiesta da parte del Consorzio per utilizzarlo a fine giugno?
“Come Consorzio Biblioteche ne siamo entrati in possesso venti giorni fa. È stata necessaria la registrazione e quindi abbiamo effettuato un sopralluogo con un esperto di conservazione e valorizzazione dei beni monumentali e architettonici, perché ha bisogno di cure. Adesso dobbiamo capire quanto il recupero possa costare”.
In che condizioni è il palazzo?
“Non entro nel merito di come l’ho trovato, ma ci sono le foto. Ho documentato come è stato lasciato. C’è una parte, quella dove stava Babbo Natale, con molta umidità. Loro lo sanno bene. Poi esistono problemi d’infissi e infiltrazione da una grondaia”.
Problemi particolari?
“La parte dove c’era la casa di Babbo Natale, sono visibili da tutti, i chiodi piantati e le cose che sono rimaste. Lì, poi, c’è un’umidità allucinante. C’è pure un piccione morto, quindi un problema anche d’igiene. E lì ci mandi i bambini…”.
Come pensa che il palazzo vada utilizzato?
“Intendo destinarlo, ci provo e non è detto che io ci riesca, ad attività continuative e non soltanto, giusto per dire, in occasione di Caffeina o a Natale. Facendo in modo che palazzo e torre Scacciaricci siano fruibili, almeno in parte, da tutti, compresi portatori d’handicap. Ovviamente senza arrecare danni, è chiaro”.
Nel dettaglio, che iniziative ha in mente?
“Ho già individuato il tipo d’attività e quando sarà il momento le comunicherò. Un’altra branca che ben si sposa con quelle portate avanti dal Consorzio”.
Ma la richiesta che ha presentato in provincia non era finalizzata ai soli periodi estivo e natalizio?
“Con amici, con cui mi sto attivando, perché soldi pubblici e del Consorzio non ci sono, vorrò dare una sistemata. Siccome non è roba mia, intendo mettere il palazzo a sistema e se anche a Caffeina dovesse servire, io non ho alcun problema. Se qualcuno ci vede questioni personali, non è così. Se altri vogliono farle, si accomodino”.
Far rivivere palazzo degli Alessandri tutto l’anno è possibile?
“Ritengo che quel posto possa vivere. Ci provo. Non mi piace fare proclami, ma realizzare cose. Poi, una volta fatte, chiamare a condividerle, farle vedere. Può darsi pure che non sia possibile, che sia gravoso. E allora, se lo riprenderà chi vuole. Qual è il problema?”.
Il problema è che Caffeina non ha potuto utilizzarlo per allestire una mostra in occasione del festival.
“Io ci tengo a precisarlo di nuovo. Non intendo fare polemica. Non è mio costume e poi io non devo andare in campagna elettorale. Ma se qualcuno mi ci vi vuole trascinare, io sono pronto. Non so cosa avessero fatto gli altri anni. Non credo che con il caldo di questi giorni, abbiamo creato danni spaventosi non allestendo lì la mostra”.
Per il festival non è stato possibile, ma in vista del Christmas village ritiene possibile, se il Consorzio dovesse portare avanti il suo progetto, collaborare con Caffeina?
“Se a loro o a qualcun altro serve, non ho nessuno problema. Io ho mai detto qualcosa? Se ne trovano tante di frasi, da parte di altri, che hanno detto tutto e il contrario di tutto su Caffeina. Le mie non si trovano. Semmai di mie ci sono solo puntualizzazioni. Non ho niente contro nessuno e faccio solo il mio umile mestiere. E lo faccio gratuitamente”.
Andrà sistemato, ma è già stato utilizzato così com’è. Era il cuore del villaggio natalizio, giusto per fare un esempio.
“Quel palazzo lo conosco bene, come dipendente della provincia. Ci organizzammo mostre a inizio anni Ottanta. Se messo bene, pure Caffeina, nel periodo del festival può essere presente. Ci mancherebbe altro. Importante è mantenere l’immobile in modo decente. E poi diciamola tutta. Ma da chi è fruibile? Tu ci metti Babbo Natale, ma se c’è un bambino con le stampelle, non può andare. I bambini sono tutti uguali. Se vogliamo andare nella polemica spicciola ci andiamo. Restiamo però nei temi forti, quelli veri”.
Temi veri, allora. Quanto tempo pensa servirà per rendere fruibile palazzo degli Alessandri?
“Ci sto lavorando quotidianamente. Adesso c’è tutta la progettazione, abbiamo visto le criticità. Una volta preso di petto non è un problema. La torre, a parte una pulizia generale e di colore interno, sta messa bene. L’altra zona merita un po’ più d’attenzione. Io credo di fare una cosa ben fatta, se ci riesco”.
Lei non vuole polemiche e nemmeno a Caffeina. Poi, nei fatti sembra il contrario, Come mai?
“Io sono buono e caro. Ma se se mi pestano i piedi, divento una iena e non guardo in faccia nessuno. Quello che mi fa incavolare è che qui nessuno dice, guarda questo cretino che da mattina a sera porta avanti la baracca, ha un’idea, la vuole realizzare. Vedo invece gelosie e invidie. Due cose che non mi appartengono. Non è da me. Io cerco sempre di sottrarmi, non apparire, non m’interessa. Punto ai risultati. Pure stavolta. E non facile. Anzi, se mi aiutassero. Loro sono bravi in queste cose…”.
Giuseppe Ferlicca


