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“Rifiuti abbandonati da imprese artigianali e commerciali”

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Mara Ciambella

Mara Ciambella

Maurizio Tofani

Maurizio Tofani

Viterbo - Consiglio comunale - Gianmaria Santucci

Viterbo – Consiglio comunale – Gianmaria Santucci

Viterbo – “Rifiuti abbandonati da imprese artigianali o commerciali”. Disastro isole ecologiche, la dirigente Mara Ciambella ammette: il sistema non funziona, ma a rendere la situazione insostenibile, contribuiscono in maniera massiccia, comportamenti tutt’altro che accettabili. E che al comune di Viterbo costano. Per quest’anno, 250mila euro in più, per passaggi aggiuntivi.

Cifra consistente. E il consigliere Gianmaria Santucci (Fondazione) teme che ci possa essere un danno erariale.

Intanto, le montagne di rifiuti restano un problema insormontabile. “Quando compaiono non uno ma cinque frigoriferi – fa notare l’assessore Maurizio Tofani – non uno ma quindici pneumatici, è evidente come non si tratti dell’iniziativa di un singolo cittadino, che dubito abbia in casa cinque frigo”.

Il sistema è al collasso. “C’è una presa d’atto – spiega la dirigente Ciambella – le isole di prossimità non funzionano. Da parte di comune, prefettura e forze dell’ordine sono in corso indagini, anche con fototrappole, coordinate dalla questura.

I rifiuti molto spesso sono abbandonati da imprese artigianali o commerciali. Dovrebbero avere un loro canale di smaltimento, attraverso ditte autorizzate”. Abbandonarli è più economico. Finché non si fanno scoprire. “Quando verranno fuori i dati, potrebbero esserci sorprese”.

Situazione complicata. Che il comune in qualche modo deve governare. “Abbiamo un problema igienico e sanitario – sottolinea Ciambella – i rifiuti vanno portati via. Abbiamo incrementato il servizio con Viterbo Ambiente. Non tre volte, ma sei giorni su sette per l’indifferenziato, due volte la plastica, invece di una e altrettante, carta e cartone.

Solo per il vetro è rimasta una sola raccolta a settimana”.

Le isole sono utilizzate in modo sbagliato. “Anche da cittadini che hanno il porta a porta – sottolinea Ciambella – caricano la macchina di rifiuti, magari il sabato mattina e li buttano alle isole”.

Il sindaco Michelini ha emesso un’ordinanza. Di fatto sancendo che l’immondizia può essere lasciata in una determinata isola di prossimità, solo dai cittadini residenti nella zona di pertinenza.

Ovvero, pure chi non è servito dal porta a porta non può gettare ovunque i sacchi di rifiuti, ma solo nella sua isola d’appartenenza. Le ragioni si capiscono, ma tanto Giulio Marini (FI) quanto Gianmaria Santucci (Fondazione) vedono il rovescio della medaglia. Adesso se la propria isola è piena, i sacchetti si devono riportare indietro.

Anche se spesso capita che fuori ci siano cumuli d’immondizia e i cassonetti siano vuoti. “Probabilmente – spiega Ciambella – perché c’è chi li lancia dalla macchina passando, senza nemmeno scendere. Questo comporta che il solo camion non basti. Servono anche due operatori con il ragno, per ripulire e raccogliere tutto.

Un sistema necessario su una ventina d’isole, le più problematiche, a cominciare da Monterazzano, Castiglione e sulla Teverina”. Con i costi che lievitano. “Stiamo raccogliendo il quadruplo – spiega Ciambella – rispetto a quanto l’utenza si riteneva avrebbe prodotto”.

Il sistema non funziona, ma per Marini: “Governate da più di quattro anni, potevate modificare il regolamento, apportare correttivi e invece non avete fatto niente”.

Santucci, invece, fa quattro conti veloci. “La riduzione dei cassonetti da parte dell’impresa – ricorda il consigliere Fondazione – ha portato a un aumento della spazzatura all’esterno. Questo lo dissi a suo tempo. Oggi, come effetto, c’è stato un aumento dei costi per maggiori passaggi. Sospetto un possibile danno erariale”.

Giuseppe Ferlicca


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