Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – E’ un quotidiano susseguirsi di reclami, proteste, denunce: non c’è giorno in cui
i giornali locali non registrino e diano conto della pessima gestione del ciclo dei rifiuti.
Una politica nel merito assente e con conseguenze disastrose. Una città allo sbando: sporcizia nelle strade e nelle campagne, discariche abusive, cassonetti non svuotati, rifiuti ingombranti lasciati ovunque.
Una situazione estremamente critica che si trascina ormai da anni senza nessuna soluzione visibile all’orizzonte. La strategia scellerata dell’amministrazione Michelini esordisce inaspettatamente con il ritiro inspiegabile della delega al professor Vannini che, vista la sua preparazione, avrebbe sicuramente indirizzato l’emergenza rifiuti verso un percorso virtuoso di buone pratiche per il sistema di gestione e smaltimento.
Dopo questa scelta a cui nessuno ha asserito valide ragioni, la giunta appare come asservita dal contratto in essere (firmato dalla precedente giunta) con la ditta che attualmente gestisce l’appalto, che pare “legare mani e piedi” alla stesso esercizio dei rifiuti.
Il risultato lo si vede ogni giorno: isole ecologiche, non controllate adeguatamente dalla polizia locale o attraverso telecamere; mancanza di controllo dei contenitori messi a disposizione dei singoli utenti/palazzi, mancanza di mezzi speciali per la spazzatura delle strade. La cattiva educazione di una parte dei cittadini, non può essere un alibi per non far nulla, anzi sarebbe opportuna una campagna di informazione rispetto al corretto smaltimento dei rifiuti ed educazione affinchè si possa entrare nell’ottica del rifiuto inteso come “risorsa”, per creare nuovo lavoro.
Da mesi dal consiglio comunale non esce una proposta, come la “tariffazione puntuale” che si effettua utilizzando sacchetti con codice a barra che premiano gli utenti più virtuosi, che molti Comuni italiani hanno già adottato. Una missione impossibile?
Nonostante in questi anni varie iniziative si siano organizzate con gli amministratori e Rossano Ercolini, presidente di “Zero Waste Europe” e direttore del Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori, per sollecitare e impegnare l’amministrazione comunale ad applicare quella strategia, che si è rivelata efficace sia in realtà piccole come Capannori, ma anche in città delle dimensioni di San Francisco, è rimasta lettera morta.
Art. Uno di Viterbo ha ben chiaro come le conseguenze di questa politica siano dannose per le tasche e soprattutto la salute dei cittadini. Nell’immediato, in vista della stesura del nuovo capitolato, riteniamo necessario e indispensabile un tavolo di consultazione aperto e pubblico, per raccogliere indicazioni specifiche e tecniche (le professionalità e le conoscenze non mancano), evitando, inoltre gare al ribasso. Si, dovrebbe, poi, istituire un osservatorio che possa monitorare e tracciare l’intero ciclo di smaltimento.
L’amministrazione comunale deve agire e subito. La città non può e non deve continuare a sprofondare in tale degrado.
Art.1-MDP di Viterbo

