Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’onorevole Massimiliano Bernini è una brava persona e un bravo parlamentare, nei suoi confronti nutro una sincera stima.
Ed è per questo che voglio offrirgli degli spunti importanti per non fargli mai fare da portavoce ad assurdità tecniche in materia geotermica.
La geotermia è una risorsa pubblica messa a disposizione dalla natura. La sua coltivazione serve a procurare energia pulita e a basso costo per i cittadini italiani, perché il nostro territorio ne è ricco e soffre oggi di carenza di energia prodotta, infatti importa il 70% dall’estero bruciando gas, carbone e petrolio, facendo emissioni nocive che danneggiano l’ambiente.
Chi scarta la geotermia come soluzione energetica non ha a cuore le sorti del Pianeta e tantomeno dei territori locali. Chi non sceglie la geotermia premia le centrali a carbone o olio come nel caso di Civitavecchia e Montalto di Castro.
I permessi di ricerca servono a individuare la geotermia e i monitoraggi interconnessi, mentre un’impresa qualificata perfora per cercare la risorsa si mettono sempre in sicurezza le falde acquifere potabili e superficiali. Nessuna perforazione geotermica moderna con tre Kasing e un tubing ha mai provocato perdite verso le falde acquifere superficiali o di profondità.
Chi dichiara o afferma che la ricerca geotermica crea un danno all’agricoltura fa una dichiarazione priva di fondamento e che sa di procurato allarme.
Una riflessione voglio offrirla anche sul “Caso Latera”: anche i sassi hanno capito che se si realizza un impianto con emissioni in atmosfera si può verificare solo nel caso di Latera. Le centrali Orc a zero emissioni, circuito binario chiuso, ad oggi sono un progetto di Geotermia Italia Spa. Chi non fa questa distinzione mente all’opinione pubblica e fa un cattivo servizio alla collettività.
Il “nodo” comitati: oggi grazie alla cassa di risonanza rappresentata dai social tutti possono gridare. I comitati, ma soprattutto i sedicenti tali, nascono a centinaia, ma pochi rispettano le norme di legge. Tralasciando gli aspetti legali di cui dovrebbe fregiarsi un comitato, mi limito a sottolineare che un comitato di cittadini è una cosa seria perché è uno strumento per fare delle richieste al settore pubblico, ma solo documentando la validità delle richieste e delle affermazioni che si fanno.
Spetta alla politica e alla pubblica amministrazione fare le verifiche sulle richieste avanzate dai comitati e viene fatto interrogando tutte le parti in causa, formulando attraverso gli uffici competenti le risposte valide per tutti.
Il no ideologico è escluso dalle possibili risposte della politica e dalla stessa pubblica amministrazione e quindi va sempre rigettato ai mittenti.
Diego Righini
Amministratore Geotermia Italia Spa
