Roma – Scongiurato il razionamento dell’acqua. Nella capitale non ci sarà. Nonostante l’Acea avesse confermato da lunedì lo stop all’erogazione per un milione di romani, in turni da otto ore, nel caso in cui il blocco della captazione dal lago di Bracciano fosse stato confermato.
A decidere era stata la regione, con un’ordinanza, vista la situazione ambientale che si è venuta a creare. Ma è stato lo stesso ente, con collaborazione con il governo, a sbloccare la situazione. Concedendo una proroga per un tempo limitato e quantitativi minimi.
Una nuova ordinanza prevede il progressivo azzeramento dei prelievi dal bacino lacuale. Dal primo settembre non sarà più possibile per Acea attingere dal lago. Nel frattempo, fino al 10 agosto si potranno prendere 400 litri al secondo e dall’11 agosto, 200 litri al secondo.
“Nessun razionamento dell’acqua – dice il presidente Zingaretti – la Regione Lazio aiuta Roma e scongiura disagi e problemi per i cittadini.
Quando c’è un problema puoi fare due cose: dire che è sempre colpa di qualcun altro oppure risolverlo. Noi siamo dalla parte della soluzione”.
