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“Sì al tracciato verde, subito un tavolo in regione”

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Monteromano - Manifestazione sindacale per la trasversale

Monteromano – Manifestazione sindacale per la trasversale

Monteromano - Manifestazione sindacale per la trasversale

Monteromano – Manifestazione sindacale per la trasversale

Monteromano - Manifestazione sindacale per la trasversale

Monteromano – Manifestazione sindacale per la trasversale

Monte Romano - Alberto Manzini

Monte Romano – Alberto Manzini

Monte Romano - Giancarlo Turchetti

Monte Romano – Giancarlo Turchetti

Monte Romano - Mario Malerba

Monte Romano – Mario Malerba

Monteromano - Il sindaco della città Maurizio Testa

Monteromano – Il sindaco della città Maurizio Testa

Monte Romano - Il sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino

Monte Romano – Il sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino

Monte Romano - Lavori per la trasversale

Monte Romano – Lavori per la trasversale

Monte Romano - I lavoratori della trasversale

Monte Romano – I lavoratori della trasversale

Monte Romano – “Sbloccare il tracciato verde e chiudere i lavori della trasversale Orte-Civitavecchia. Aprire un tavolo istituzionale presso la Regione Lazio per lo sviluppo e l’occupazione di Viterbo e Civitavecchia e per fare in modo che a lavorare all’ultimo tratto della superstrada siano operai e imprese dei territori coinvolti”. Cgil, Cisl e Uil sono state chiari.

Fotocronaca – Manifestazione sindacale per la trasversale

E questa mattina a Monte Romano hanno protestato contro la decisione del ministero dell’ambiente di fermare il tracciato a 17 chilometri dal porto di Civitavecchia per valutare i vincoli ambientali che caratterizzano la zona attorno a Tarquinia. E per chiedere che il consiglio dei ministri si pronunci al più presto superando ogni problema e permettendo l’apertura dei cantieri.

“Se i lavori non dovessero ripartire il prima possibile – affermano i sindacati – proseguiremo la lotta mobilitandoci e manifestando prima sotto la Regione, poi al ministero e infine direttamente davanti Palazzo Chigi. Fino in fondo, finché non otterremo il risultato sperato”.

A Monte Romano, la piazza è piena di lavoratori. “Oltre 500”, affermano i segretari generali Alberto Manzini (Cgil), Mario Malerba (Cisl) e Giancarlo Turchetti (Uil) intervenuti dal palco in piazza del plebiscito.

Assieme a loro anche Maurizio testa, sindaco di Monte Romano, terminal dell’ultimo tratto della trasversale che verrà ultimato nel 2018, il sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino, Carlo Proietti (Fillea Cgil), Francesco Agostini (Filca Cisl), Francesco Palese (Feneal Uil), Enrico Luciani (compagnia portuale di Civitavecchia), Alberto Civica (segretario generale Uil Roma e Lazio) e Michele Azzolla (segretario generale Cgil Roma e Lazio).

“Per fare 40 chilometri di strada da Orte a Vetralla – ha detto Azzolla della Cgil – ci sono voluti più di 40 anni. Con una media di 3,2 metri al giorno. Una vergogna. Una storia che deve finire chiudendo definitivamente i lavori per non compromettere per sempre il futuro del nostro territorio e di tutta la regione.

La trasversale è un’opera strategica. E siamo tutti per la salvaguardia del territorio ma non per un ambientalismo dietro al quale si nascondono gli interessi più beceri in un paese devastato dalle lobbies. E poi, che razza di ambientalismo è quello che tollera il passaggio di decine e decine di camion e tir ogni giorno in un piccolo paese come Monte Romano?”.

Per arrivare al porto di Civitavecchia, il secondo d’Europa dopo Barcellona, mancano meno di 20 chilometri. I finanziamenti ci sono. Oltre 470 milioni di euro stanziati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) che ha dato il via libera al tracciato verde bloccato poi dal ministero per l’ambiente a seguito di un vincolo faunistico lungo il percorso che dovrà essere realizzato. Problematica sollevata dal comune di Tarquinia quando era ancora sindaco Mauro Mazzola.

La decisione di palazzo Chigi dovrebbe arrivare tra la fine di luglio e i primi giorni di settembre e secondo alcune voci pare debba andare incontro alle richieste dei sindacati appoggiati questa volta da istituzioni, deputati, consiglieri regionali e organizzazioni di categoria comprese quelle datoriali. Questa mattina, in piazza con i lavoratori, il deputato Alessandro Mazzoli e il consigliere regionale Daniele Sabatini.

“Aspettiamo che il consiglio dei ministri si pronunci – sottolinea Malerba della Cisl – e superi tutti i problemi che ci sono permettendo la riapertura dei cantieri. La trasversale è un patrimonio sociale perché non si tratta solo della costruzione di una strada ma dello sviluppo di un intero territorio“.

“Viterbo è stata sempre una provincia emarginata – ha dichiarato Turchetti della Uil – Un’emarginazione voluta principalmente dalla classe politica che nel corso del tempo ha ostacolato lo sviluppo del nostro territorio favorendo gli interessi di pochi. Completare la trasversale significa tirare fuori il nostro territorio da un isolamento decennale che rischia di condannarci per sempre“.

“Uno scandalo nazionale – lo ha definito Manzini della Cgil – che non sappiamo bene a chi giovi. Di certo non alla Tuscia o al porto di Civitavecchia. Di certo non ai lavoratori o agli abitanti del territorio. Non possiamo più aspettare un solo giorno”.

Infine la questione dei futuri appalti e dei contratti di lavoro. “Chiediamo alla Regione Lazio – hanno evidenziato Palese della Feneal Uil e Proietti della Fillea Cgil – di istituire un tavolo istituzionale per mettere nero su bianco che a lavorare all’ultimo tratto della trasversale devono essere le imprese e i lavoratori della Tuscia e di Civitavecchia“.

“Dobbiamo completare la trasversale senza tagliare il costo del lavoro e garantendo al 100% tutti i diritti dei lavoratori – ha concluso il segretario di Roma e del Lazio della Uil, Alberto Civica – Non solo, ma siccome si tratta di finanziamenti europei, non concludere i lavori significherebbe rimandare indietro i fondi che utilizzerà poi qualcun altro paese dell’Unione per competere contro il nostro paese“. 

Daniele Camilli


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